Olimpiadi e maternità, siamo ancora troppo indietro! La denuncia di Ona Carbonell: “misure estremamente drastiche! Impossibile portare mio figlio con me”

La denuncia social di Ona Carbonell: i sacrifici di una madre atleta nel 2021, impossibile portare i propri figli alle Olimpiadi di Tokyo

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Iniziano ufficialmente domani le Olimpiadi di Tokyo e tra test, tamponi, vaccini e tanto altro, non mancano di certo le polemiche. Ce n’è una davvero importantissima che riguarda una grande fetta di atleti in gara, le donne!

Diverse sono le sportive e le atlete in gara alle Olimpiadi mamme, tante di queste lo sono diventate nell’ultimo anno e, dunque, ancora allattano o comunque vorrebbero avere i loro figli al loro fianco per evitare un distacco drastico in una fase delicata.

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Foto di Antonio Bat / EPA / Ansa

Ona Carbonell, atleta di nuoto sincronizzato della Nazionale spagnola, ha deciso che, purtroppo, per partecipare alla sua terza Olimpiade, dovrà rinunciare a portare con sè il figlio Kai, che compirà un anno proprio mentre lei sarà in vasca a Tokyo.

A Tokyo non ci sono i preosupposti per portare con sè i bambini, nonostante alcune modifiche del Cio nel corso dei mesi a seguito di una pungente dichiarazione della cestista canadese Kim Smith Gaucher: “essere madre che allatta o essere Atleta olimpica”.

Quel messaggio ha fatto scattare l’allarme in un Paese dove tutto viene analizzato nel dettaglio. Tokyo ha rettificato: “dopo un’attenta considerazione della situazione affrontata dagli atleti con bambini che allattano, siamo lieti di confermare che, se necessario, i bambini potranno accompagnarli in Giappone“, si legge in una nota.

Una rettifica che ha fatto scatenare ulteriori polemiche: “non sono ancora sicura di cosa significhi “se necessario”. È determinato dalla madre o dal CIO? Siamo mamme olimpiche e diciamo loro: è NECESSARIO”, ha affermato la campionessa del mondo statunitense Alex Morgan, anche lei diventata mamma nel 2020.

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Foto di Tamas Kovacs / Ansa

Le misure eccezionali del Cio sembrano davvero impossibili, per questo motivo Ona Carbonell ha annunciato sui social che non porterà con sè il figlio, sperando che col suo grido disperato qualcosa possa cambiare per il futuro e per tutte le atlete mamme o per coloro che sognano di diventare madri senza dover rinunciare alla carriera di atleta.

“Olimpiadi e conciliazione familiare.

Nonostante la comparsa di alcune notizie che suggerivano la possibilità che gli atleti potessero recarsi ai Giochi Olimpici di Tokyo accompagnati dai nostri neonati o bambini piccoli, siamo stati informati dagli enti organizzatori di alcune misure estremamente drastiche che rendono impossibile per me questa opzione. Dopo aver ricevuto innumerevoli espressioni di sostegno e incoraggiamento per andare a Tokyo con Kai, volevo esprimere la mia delusione per il fatto che dovrò viaggiare senza di lui.

La nostra unica possibilità è aspettare la fine di questa pandemia perché torni la normalità, e con essa le misure necessarie per rendere più facile per tutti la riconciliazione con la famiglia e lo sport d’élite durante una competizione. Grazie a tutti per l’appoggio”, queste le parole sui social della campionessa spagnola, in viaggio per Tokyo senza il suo bambino.