Il malore di Eriksen e la paura per la sua vita, il racconto di Lukaku: “prima di giocare ho pianto a dirotto”

Romelu Lukaku ha rivelato di aver pianto a dirotto una volta appresa la notizia del malore di Eriksen, salvo poi rincuorarsi prima dell'inizio di Belgio-Russia

SportFair

Amici quasi per la pelle, un rapporto cementato nel corso dell’ultimo anno trascorso insieme a Milano e culminato con la vittoria dello Scudetto. Romelu Lukaku è stato uno dei giocatori più scossi dopo il malore di Christian Eriksen, un dramma che lo ha spinto a piangere a dirotto prima di Belgio-Russia, match deciso proprio dalla doppietta di Big Rom.

lukaku
Foto di Anatoly Maltsev / POOL / Ansa

Una volta assicuratosi delle buone condizioni dell’amico, Lukaku si è liberato dalla tristezza ed è sceso in campo, dedicandogli anche il primo gol. “Prima della partita abbiamo versato molte lacrime, è stato molto difficile concentrarsi, specie per me, per Vertonghen, per Alderweireld, per Chadli: siamo o siamo stati compagni di squadra nei club” le parole di Lukaku dopo la partita. “Spero che guarisca presto, ha due figli piccoli che hanno bisogno di lui. E lo stesso noi all’Inter. Nell’ultimo anno a Milano ho frequentato Eriksen più della mia famiglia. Lo contatterò presto, appena possibile“.

Il racconto di Vertonghen

Eriksen
Friedemann Vogel / POOL / Ansa

Non solo Lukaku, anche Vertonghen ha trascorso minuti interminabili subito dopo la notizia del malore di Eriksen: “ci è arrivata poco prima della riunione tecnica prepartita e nessuno di noi si è più sentito coinvolto nel match. Per fortuna sul pullman ci è arrivata la conferma che Christian era vivo e siamo riusciti a riprenderci un minimo dallo sconvolgimento. Non ho guardato Danimarca-Finlandia, non sapevo nulla. Sono uscito dalla mia stanza d’albergo e ho incontrato Tielemans, che mi ha raccontato tutto: ho avuto la pelle d’oca. Conosco molto bene Christian, abbiamo giocato insieme una decina d’anni, le nostre famiglie si frequentano. Tutto ciò è terribile, non riesco a dire una parola di più, non riesco a immaginare che cosa diremmo adesso se fosse andata in un altro modo“.

Condividi