Giro d’Italia 2021, Mauro Vegni è una furia: “basta pietismi, i ciclisti sanno quali rischi corrono”

Mauro Vegni ha parlato dell'accorciamento della sedicesima tappa, lanciando una velenosa frecciatina all'indirizzo dei corridori e delle squadre del Giro d'Italia

SportFair

Giornata piuttosto complicata quella vissuta oggi dagli organizzatori del Giro d’Italia che, a causa delle avverse condizioni meteo, hanno modificato il percorso della sedicesima tappa ed eliminato due salite importanti: il Ferdaia e il Pordoi.

Foto di Luca Zennaro / Ansa

Una decisione assunta da Mauro Vegni dopo attente valutazioni con corridori e ammiraglie, come ammesso dallo stesso direttore del Giro ai microfoni della Rai: “i corridori volevano partire? Bisognerebbe vedere quale è la verità. Quando si inizia a fare circolare voci tra i corridori è difficile contenerle. Vista la condizione abbiamo deciso di non fare disputare le salite, era la richiesta iniziale dei corridori. Lo abbiamo fatto per non trovarci di fronte a scene non belle come è accaduto altre volte. Ci siamo accordati per fare una gara vera arrivando a Cortina. Non c’erano condizioni estreme. Il ciclismo è fatto anche di questo, lo abbiamo visto nel passato, ma bisognerebbe non continuare a fare pietismi su un lavoro che è una scelta: qualche rischio c’èI corridori devono capire che questa è la loro attività: noi cerchiamo di proteggerli ma è chiaro che si troveranno di sempre una difficoltà, altrimenti diventa un altro sport”.

Rapporti con i corridori

Foto di Luca Zennaro / Ansa

Mauro Vegni infine ha lanciato una velenosa frecciatina all’indirizzo delle squadre e della stampa: “da qui in avanti i rapporti li farò con i corridori e non con le squadre. C’è da capire quando sei dipendente di una squadra o no, perché le squadre dicono una cosa e poi i corridori un’altra, cambiamo opinioni troppo spesso e questo non ci dà la possibilità di avere chiarezza. Fate una grande confusione: intervistate le persone che sono sull’ammiraglia e non i corridori che sono sulla strada e poi possono decidere cose diverse da quelle concordate“.

Condividi