Disastroso Evan Fournier, esordio shock con Boston: zero canestri in 33 minuti

Evan Fournier è stato autore di una pessima prestazione all'esordio con i Boston Celtics, chiudendo il match con i Pelicans con 0 punti segnati in 33 minuti

Un esordio tremendo, un debutto da dimenticare quello di Evan Fournier con la maglia dei Boston Celtics. Ben 33 minuti trascorsi in campo nel match contro i New Orleans Pelicans e nemmeno l’ombra di un canestro, solo errori su errori che hanno trasformato in un incubo quello che, per il francese, sarebbe dovuto essere un sogno.

Fournier
Foto di Fazry Ismail / Ansa

Un pessimo biglietto da visita, forse dovuto alla destabilizzante falsa positività al Covid con cui l’ex Orlando ha dovuto fare i conti nei giorni precedenti alla terribile sfida con New Orleans. Tre test negativi prima di scendere in campo, dove Fournier non ha certamente brillato nonostante la sua grande esperienza. Il giocatore transalpino non è riuscito a dare il proprio contributo a Jayson Tatum e Jaylen Brown, protagonisti fin qui anch’essi di una stagione tutt’altro che da ricordare.

Le statistiche di Fournier

Fournier
Foto di Erik Lesser / Ansa

Una brutta sconfitta quella subita dai Boston Celtics al cospetto dei New Orleans Pelicans, disastrosa se ci si concentra solo sulle statistiche di Evan Fournier. L’ex Magic infatti ha chiuso con un terribile 0/10 complessivo dal campo e 0/5 dall’arco, senza nessun viaggio in lunetta che ha mantenuto il suo score immacolato, con un vergognoso zero rimasto fino alla sirena. Una prestazione davvero deludente con la quale Fournier è diventato il quarto giocatore all-time in NBA a provare almeno 10 conclusioni nel match d’esordio senza segnarne alcuna. Prima di lui ci erano riusciti Antawn Jamison nel 2010 con i Cavaliers, che al debutto fece segnare 0/12 dal campo, oltre a Corey Blount nel 2001 e Kevin McKenna nel 1983, entrambi come Fournier con 0/10 a referto.

Buon viso a cattivo gioco

Fournier
Foto di Fazry Ismail / Ansa

Nonostante la pessima prestazione fornita in campo, Fournier nel post-gara ha provato a evitare le domande, concentrandosi sulle proprie caratteristiche e sul suo apporto ai Boston Celtics: “la cosa migliore del mio gioco è la versatilità, la capacità di incidere in molti aspetti: posso palleggiare, gestire l’attacco, passare o colpire a canestro. È soltanto una questione di chimica e di capacità di entrare in sintonia con i compagni. Sto imparando a conoscere un nuovo sistema di gioco e il mio compito adesso è quello di capirne le logiche il più in fretta possibile“. A difendere Fournier ci ha pensato anche l’allenatore Brad Stevens, che a fine gara ha sottolineato come il francese non abbia avuto modo nemmeno di completare un allenamento con i compagni: “per lui è stato un vero e proprio crash test, non è mai stato con noi in palestra, ma è un veterano e da lui ci aspettiamo molto sin da subito. Ha giocato talmente tante volte contro di noi che dovrebbe conoscere i nostri schemi meglio di tanti suoi nuovi compagni“.