Coronavirus
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Alla soglia di un nuovo lockdown per l’Italia, è spuntato sul sito www.lettera150.it un documento sconvolgente, ignorato clamorosamente dal Governo lo scorso marzo. Si tratta di uno studio, redatto da un gruppo di ricercatori italiani del Cnr, dell’Ifn e di Ricmass inviato al premier Conte e al ministro Speranza per arginare l’epidemia di Coronavirus poco dopo la sua diffusione.

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All’interno di quelle pagine veniva delineato un sistema alternativo al lockdown, il ‘Case finding and mobile tracing‘ (CFMT), che avrebbe fermato l’epidemia in 20 giorni con test veloci, tecnologie di tracciamento dei contatti basate su cellulare e isolamento delle persone contagiose anche dalla loro famiglia. “Bisogna seguire l’esperienza di Paesi democratici quali Corea, Giappone, Taiwan, Nuova Zelanda che hanno utilizzato test di massa, tracciabilità ed isolamento dei contagiati fuori dai contesti familiari” le parole di Gianpietro Ravagnan, uno degli autori della lettera, già professore ordinario di Microbiologia Università Ca’ Foscari di Venezia. “E’ evidente che oggi i nuclei familiari sono il luogo per eccellenza della diffusione della patologia da Covid-19. Le famiglie sono spesso impossibilitate sia a gestire il contagiato sia ad evitare cluster familiari che diventano poi talvolta di condominio. Il fattore di riproduzione può essere invece abbattuto in tempi brevi ospitando i soggetti nei Covid hotel in condizioni di quarantena assistita, con costi ridotti rispetto a quelli di un eventuale ricovero ospedaliero”. 

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Il Governo però ha deciso di ignorare quella lettera, come sottolineato anche da Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera 150, il think tank che raduna circa 250 studiosi di diverse discipline: “ancora una volta il governo non ha ascoltato gli scienziati e alla fine, dopo aver perso mesi preziosi tra la prima e la seconda ondata, ha dovuto imboccare la strada arcaica del lockdown. Il documento sul metodo CfmT dimostra analiticamente che altre soluzioni erano e sono possibili”.