Szafnauer
Charles Coates/Getty Images

Il caso Racing Point è più caldo che mai e monopolizza la cronaca di F1. Ferrari, McLaren, Renault e Williams hanno presentato appello contro la sentenza che ha multato e penalizzato la scuderia rosa, ma ha comunque concesso di poter utilizzare le prese d’aria dei freni copiate dalla Mercedes. Lawrence Stroll, patron della Racing Point, ha deciso di intervenire in prima persona sulla questione, respinge le accuse al mittente.

Lawrence Stroll
Charles Coates – foto Getty

“Non parlo spesso pubblicamente – ha scritto nella nota diffusa – sono estremamente arrabbiato per qualsiasi insinuazione a nostri comportamenti illegali, non ho mai imbrogliato in vita mia. Queste accuse sono del tutto inaccettabili e non vere. La mia integrità e quella della mia squadra sono fuori discussione. Tutti alla Racing Point sono rimasti scioccati e delusi dalla sentenza della Fia e confermiamo fermamente la nostra innocenza. Questa squadra, sotto vari nomi, gareggia in F1 da oltre 30 anni e oggi impiega 500 persone. Siamo sempre stati un costruttore e continueremo ad esserlo in futuro. In questi 30 anni, questa squadra è stata una delle sfavorite, ma è emersa dall’amministrazione controllata, con stabilità e nuovi investimenti, ritrovando competitività. La squadra può finalmente realizzare il suo potenziale e dovrebbe essere celebrata per le sue ottime prestazioni. C’era un’assenza di indicazioni o chiarimenti specifici da parte della Fia riguardo a come quella transizione alle parti elencate potesse essere gestita nello spirito e all’interno dei regolamenti, che la Racing Point ha rispettato – si legge ancora nella nota di Stroll senior – Ma al di là di questo sono sconvolto dal modo in cui Renault, McLaren, Ferrari e Williams hanno colto questa opportunità per appellarsi. Stanno trascinando il nostro nome nel fango e io non starò a guardare, né accetterò questo. Intendo intraprendere tutte le azioni necessarie per dimostrare la nostra innocenza”.