Mancini
Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Prima del Coronavirus, il 17 giugno 2020 sarebbe stata la data di Italia-Svizzera, seconda partita di un Europeo che gli azzurri avrebbero voluto vivere da protagonisti.

Mancini
Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

L’emergenza sanitaria però ha rimescolato le carte in tavola, facendo sì che oggi allo stadio Olimpico si giochi la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus. In tribuna ci sarà anche Roberto Mancini, uno dei pochi spettatori ammessi: “eravamo pronti per tutte le avversarie, ogni cosa messa a punto. Non sarebbe stato un girone facile come pensavano tanti e non lo sarà tra un anno” ammette Mancini alla Gazzetta dello Sport parlando dell’Europeo rinviato. “La Svizzera è storicamente tosta per noi, ha giocatori di qualità che giocano in top club e un bravo c.t. come Petkovic che ci conosce bene. Ma saremo pronti anche per l’Europeo che verrà“. Finalmente c’è aria di ripresa per il Mancio: “ho sofferto molto durante il lockdown. È stato terribile, per i morti, per la sofferenza, ma anche per la rinuncia a tanta parte della nostra libertà. Solo ora ho la sensazione di poterla recuperare. Napoli-Juve è il primo trofeo assegnato dopo la pandemia, l’Olimpico riapre anche se vuoto: un segnale in più della vita che ritrova lentamente la sua normalità. Anche questa notte ha una sua magia“.

Napoli-Inter
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Parlando di Gattuso e Sarri, il ct azzurro è convinto: “chi riduce Rino a un semplice motivatore gli fa un torto, è cresciuto di stagione in stagione. Ogni anno un po’. Ha accumulato conoscenze ed esperienze, anche sofferte, anche all’estero. Ha allenato un top club come il Milan, dove ha fatto bene. Per quanto riguarda Sarri, prendere una squadra che vince da tanti anni e tenerla davanti a tutti non è facile come sembra. Ha trasmesso le sue idee e si vedono. Il palleggio è più solido, meno verticale. La squadra lo segue“.

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Claudio Villa – foto Getty

A settembre riprenderà a giocare anche la Nazionale, Mancini ha aggiunto: “mi auguro che a settembre-ottobre ci siano le condizioni per riaprire gli stadi, per giocare a Milano e fare un allenamento a Bergamo. Per dare una carezza azzurra a due città martoriate dal virus e per trovare il modo di ringraziare medici e infermieri che sono stati eroici nell’emergenza“.