Napoli-Inter
Francesco Pecoraro/Getty Images

Se Milan-Juventus ha regalato pochissime emozioni, eccezion fatta per il rigore sbagliato da Ronaldo e l’espulsione di Rebic, Napoli-Juventus ha senza dubbio soddisfatto il palato di tifosi e addetti ai lavori.

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Francesco Pecoraro/Getty Images

Due gol, tante occasioni da rete e un record che sicuramente rimarrà in piedi per molto tempo. La squadra di Gattuso conquista la finale di Coppa Italia eliminando l’Inter grazie ad un utilissimo 1-1 che, sommato allo 0-1 dell’andata, permette agli azzurri di raggiungere a Roma la Juventus, per il remake della finale del 2011/2012 vinta proprio dal Napoli con i gol di Hamsik e Cavani. Un passaggio del turno conquistato con le unghie e con i denti dal Napoli, passato subito in svantaggio per il gol di Eriksen, il primo post lockdown, ma riuscito a riequilibrare i conti con Dries Mertens, diventato il miglior marcatore della storia del club azzurro con 122 gol.

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Marek Hamsik superato e primato riscritto, con la possibilità di aggiornarlo visto l’imminente rinnovo. Se il belga punge è invece Ospina a difendere, il portiere colombiano prima sbaglia sulla rete di Eriksen, ma dopo si riscatta alla grande costruendo praticamente l’azione dell’1-1. Splendida parata che salva il risultato e lancio lungo per mettere Insigne davanti al portiere, prima che il capitano serva Mertens per il definitivo 1-1. Un apporto determinante, confermato anche nella ripresa con una parata monstre su Brozovic, fondamentale per tenere inchiodato sul pari il risultato.

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Nonostante tutto, l’Inter esce dal campo con la consapevolezza di essersela giocata bene, creando numerose occasioni da rete sventate da Ospina. Buone trame di gioco ma con un Lautaro in completa ombra, forse distratto dalle sirene di mercato. Una notte da ricordare invece per il Napoli e soprattutto per Gattuso che, mercoledì a Roma, andrà a caccia del suo primo trofeo da allenatore.