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Alessandro Sabattini/Getty Images

Vigilia della finale di Coppa Italia, Maurizio Sarri troverà di fronte il suo passato. L’allenatore della Juventus, che ha eliminato il Milan, affronterà il Napoli uscito vittorioso dallo scontro con l’Inter. In palio il primo trofeo italiano per Maurizio Sarri. Quantomeno il primo di una certa rilevanza, come ci tiene orgogliosamente a precisare in conferenza stampa: “mi girano i coglioni quando si dice che io in Italia non ho vinto niente, ho fatto tutte le promozioni sul campo senza saltare nessuna categoria (e vinto una Coppa Italia di Serie D, ndr), ho fallito solo una promozione dalla C1 alla B. E’ un percorso difficile andare a prendere le promozioni nelle categorie inferiori. Adesso però voglio aiutare i ragazzi a vincere un trofeo, per tifosi e per tutti noi. Non ho retro pensieri sugli avversari, mi sento proiettato solo su di noi. E’ la finale che avrei voluto perché siamo in finale. Siamo concentrati sull’obiettivo e ho visto l’aggressività che mi pare giusta“.

Per il Napoli, avversario di mercoledì, solo complimenti: “Dries Mertens è un grande giocatore. Ha fatto benissimo, è stato capace di trasformarsi in un attaccante diverso da quello che era prima. Rino Gattuso mi piace molto, è ragazzo schietto che parla diretto. Non sono sorpreso perché secondo me aveva fatto bene anche al Milan. Con l’Inter il Napoli ha cercato di aspettare gli avversari più bassi, quando riparte hanno una grande pericolosità: negli ultimi tempi ha vinto con l’Inter e con noi e pareggiato con il Barcellona. Ho avuto sensazioni brutte dopo la sconfitta in campionato, abbiamo commesso errori che contro palleggiatori come loro non si possono fare. Ci siamo allungati e abbiamo perso compattezza. A questo tipo di squadre questo non si può concedere. Sbagli che non possiamo ripetere“.

Per quanto riguarda la Juventus resta il dubbio se proporre Dybala falso nueve o puntare nuovamente su Cristiano Ronaldo, apparso in ombra, ma che Sarri ha difeso: “con entrambe le soluzioni non diamo punti di riferimento in fase offensiva, ai ragazzi davanti lascio ampia libertà di movimento. Non avendo un attaccante centrale tipico non possiamo interpretarlo alla maniera classica, stiamo provando tutte e due le opzioni e non è detto che quella con cui partiamo sarà quella con cui arriviamo. Ronaldo però come il resto della squadra ha fatto una buona partita all’inizio e poi è calato, la condizione non può essere ottimale. Il ragazzo è disponibile, ha fatto una buona prestazione a livello quantitativo, l’aspetto qualitativo ora manca a tutti per l’inattività, il talento è cristallino e non può essere inficiato da 5 metri più o meno in area. Con il Milan gli ho chiesto solo la buona posizione difensiva diversa“.