“Come è morto Marco Pantani”, le Iene fanno luce sulle lacune dell’inchiesta sul Pirata: dalla pallina di cocaina fino al… lavandino

Nello speciale mandato in onda dalle Iene sono emersi tutti i punti oscuri dell'inchiesta sulla morte di Pantani che lascia alquanto perplessi

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Sono passati più di 16 anni dalla morte di Marco Pantani, avvenuta il 14 febbraio del 2004, ma sono ancora tantissimi gli interrogativi su come il Pirata sia deceduto in quella maledetta camera del Residence ‘Le Rose‘ di Rimini.

marco pantaniNumerose le lacune che sono emerse durante l’inchiesta condotta dalle Iene che, in uno speciale andato in onda questa sera dal titolo ‘Come è morto Marco Pantani‘, hanno fatto luce sugli errori commessi dalle autorità soprattutto la notte del ritrovamento del corpo. Innanzitutto le condizioni della stanza, in completo disordine ma con nessun oggetto rotto. Vetri solo appoggiati a terra, televisione e frigobar spostati ma non distrutti, elemento che non torna con il raptus improvviso che secondo le carte dell’inchiesta avrebbe assalito Marco dopo l’assunzione della cocaina.

Il capitolo cocaina

marco pantaniProprio la droga rappresenta il centro della vicenda, in primis la pallina di cocaina ritrovata accanto al corpo senza vita di Marco Pantani. I soccorritori del 118 giunti prima della polizia nella stanza sottolineano di non ricordarla, così come anche il receptionist del Residence che risulta essere colui che ritrova il corpo che, stando ai segni del sangue, risulta essere spostato. Nessuno di questi testimoni viene chiamato a testimoniare, altra anomalia che aumenta i dubbi sulla scena del delitto. Anche il quantitativo di cocaina nel corpo di Marco Pantani rappresenta un elemento anomalo, essendo dieci volte superiore alla soglia letale per un essere umano. Come ha fatto l’ex corridore ad ingerire tutta quella droga?

La scena del crimine

La risposta alla precedente domanda potrebbe essere legata alla bottiglia di vetro trovata vicino al letto, con la droga assunta in maniera liquida, ossia disciolta nell’acqua. La bottiglia però non è mai stata analizzata, così come non sono mai state prese le impronte digitali. Altro elemento sospetto è il racconto relativo al lavandino che, secondo i primi soccorritori sarebbe stato divelto e piazzato al centro della stanza, tesi smentita dal video della polizia in cui appare ben attaccato al muro. Una scena del delitto che, secondo i medici del 118 sarebbe stata creata ad arte, come ammesso anche dal pusher di Pantani, Fabio Miradossa: “mancano i soldi che avrebbe dovuto darmi e tutti gli oggetti per fumare la cocaina. Questo mi fa capire che Marco è stato ucciso“.

L’isolamento

Per concludere, l’ultima importante zona d’ombra dell’inchiesta riguarda l’isolamento di Marco che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato sempre chiuso in stanza dal suo arrivo a Rimini l’11 febbraio fino al giorno della morte, ossia il 14. Quattro giorni in cui invece l’ex corridore è stato visto in un bar il giorno prima della morte e all’hotel Touring nei giorni precedenti, dove si sarebbe intrattenuto con altre persone. A testimoniarlo c’è il proprietario della caffetteria e un dipendente della struttura alberghiera, sicuri di aver visto Pantani. Dove sta dunque la verità? Sicuramente qualcosa non torna nella vicenda della morte di Marco Pantani, una situazione oscura che molti sperano venga chiarita al più presto.

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