Formula 1, le rivelazioni di Rosberg: “Schumacher veniva a petto nudo alle riunioni del team Mercedes”

Il tedesco ha rivelato molti retroscena relativi agli anni trascorsi in Mercedes prima con Schumacher e poi con Hamilton

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Nel suo periodo in Mercedes ha avuto a che fare prima con Michael Schumacher e poi con Lewis Hamilton, ma Nico Rosberg non ha mai abbassato la testa, dimostrandosi all’altezza dei suoi illustri compagni.

Rosberg e Schumacher
Vladimir Rys/Getty Images

Il tedesco dunque è uno dei pochi che possa fare un paragone tra i due, raccontando aneddoti e retroscena relativi sia al Kaiser che a Lewis: “non è stato un bel momento scoprire che sarebbe stato il mio compagno di squadra. Ero entusiasta, avrei guidato per il team Mercedes e il nome di Schumacher non era neppure lontanamente all’orizzonte” le parole di Rosberg al sito della Formula 1. “Non ne parlava nessuno, poi all’improvviso ricevetti una chiamata di Ross Brawn che mi disse: ‘A proposito, il tuo compagno di squadra non sarà Jenson Button o Nick Heidfeld, ma Michael Schumacher‘. E io rimasi tipo: ‘Oh. Mio. Dio’. Mi girarono in mente i pensieri più assurdi, dal fatto che non avrei avuto alcuna possibilità, all’ipotesi di avere l’intera squadra contro, manipolata da Michael. Non sapevo nemmeno se sarei riuscito a stare al passo contro di lui. Era il più grande di tutti i tempi, avrei potuto avere una possibilità? È stato un momento piuttosto folle. Schumacher all’inizio era come un Dio nel team, e anche le mie strategie venivano discusse con lui. Si presentava a petto nudo nelle riunioni, per mostrare gli addominali, un’altra affermazione di forza”.

nico rosberg hamilton
Clive Mason/Getty Images

Su Hamilton invece, Rosberg ha rivelato: “avevo battuto il pilota più difficile da battere e poi mi dicono: ‘Al suo posto arriverà Lewis Hamilton‘. Non avevo nessuna negatività verso di lui. Era già campione del mondo e io avevo vinto una sola volta in F1. Ma ho accettato la sfida. Il 2013 fu davvero facile, dato che non lottavamo per le vittorie. Eravamo amici, quindi l’inizio fu positivo. Ma nel 2014 lottavamo per i GP e per il campionato, c’era tanto in ballo. Entrambi sognavamo la vittoria con la Mercedes, quindi l’amicizia venne compromessa. Ci sono anche molte storie non raccontate. Forse tra 10, 20 o 30 anni le sveleremo.