iannone
Mirco Lazzari gp/Getty Images

La Federmoto internazionale ha optato per la stangata. Andrea Iannone è stato giudicato colpevole di negligenza in merito alla positività al controllo antidoping successivo al Gp della Malesia dello scorso 3 novembre. Al pilota è stato imputato di non aver controllato la lista delle sostanze proibite, alla Aprilia di non aver vigilato sul comportamento del pilota. Nella sentenza, che prevede una squalifica di 18 mesi a partire dal 17 novembre 2019 e che terminerà il 16 giugno 2021, viene specificato che non si tratta di doping, ma di contaminazione alimentare: il drostanolone è entrato nel corpo di Iannone dopo aver mangiato della carne, evento non raro in Malesia. La difesa del pilota andrà al Tas e conta di ribaltare la sentenza entro il prossimo autunno, sperando che, dopo i continui rinvii del Motomondiale, anche Iannone possa essere presente alla partenza ufficiale.