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Il Coronavirus sta cambiando le abitudini di tutti gli italiani, costretti a misure di prevenzione davvero anomale per evitare che l’epidemia prosegua inesorabile. Anche il calcio deve darsi da fare ed un grido forte arriva dalla Serie B, con diversi protagonisti che stanno protestando chiedendo di fermare il campionato.

La dichiarazione più forte è stata quella di Legrottaglie, tecnico del Pescara: “Abbiamo avuto 13 casi di influenza ma non ci hanno fatto fare i tamponi. Siamo arrivati a Benevento con le mascherine per dare anche un segnale e dire che il problema c’è e si sta forse anche sottovalutando“, le parole riportate dalla Gazzetta dello sport.

Il Frosinone intanto, per bocca del presidente Stirpe, ha chiesto di sospendere il campionato: “Dando seguito ai colloqui intercorsi la scorsa settimana e dopo aver valutato attentamente gli accadimenti delle ultime ore, sono a reiterare la richiesta di sospendere il nostro campionato almeno per le prossime due giornate. Tale richiesta appare giustificata soprattutto dalla crescita imponente dei contagi da Covid-19 avvenuta nelle ultime 48 ore, che impone una seria riflessione sia sulle priorità che in questa fase il nostro Paese è chiamato a perseguire, ma anche sulle altre considerazioni, più proprie del nostro ambito, che dovrebbero essere tenute nella debita attenzione. Mi riferisco, in primo luogo, al rispetto verso i tifosi che hanno diritto a vivere l’evento sportivo nella sua pienezza e senza la mortificazione, a cui abbiamo assistito nello scorso fine settimana, della partita a porte chiuse che costituisce, tra l’altro, anche un danno ai diritti patrimoniali soggettivi appartenente ai tifosi stessi. In secondo luogo, la decisione di giocare a porte chiuse non appare utile a salvaguardare la salute degli atleti, degli arbitri e degli altri assistenti di gara, dei dirigenti e di tutti coloro che in qualche modo partecipano alla gestione dell’evento, contribuendo a prefigurare quasi la previsione di una tutela minore per questi soggetti“.