Clinica Mobile

L’Italia sta vivendo un momento davvero complicato a causa dell’emergenza Coronavirus che sta devastando l’intero paese. Tantissimi sono gli operatori che si stanno facendo in 4 per aiutare le persone cotagiate dal covid-19, tra queste c’è anche Michele Zasa, famoso per essere responsabile della Clinica Mobile, dove vengono curati i campioni delle due ruote. Zasa, in questo periodo è in prima linea come anestesista rianimatore al 118 di Parma e ha raccontato la sua esperienza, senza nascondere una certa rabbia per i comportamenti di alcune persone che ancora sembra non abbiano capito la gravità della situazione.

Clinica MobileCi sono momenti nei quali mi verrebbe voglia di prendere la gente e portarla nelle case. Far loro vedere quando andiamo a recuperare i morti. Nelle strade vedi ancora gente seduta sulle panchine, che passeggia, che corre. Combattiamo contro un esercito invisibile, però tante persone che se ne fregano rischiano solo di aumentare i contagi”, ha svelato alla ‘rosea’.

I numeri? Quelli non li guardo quasi più, qualsiasi cifra è sottostimata. Ci sono tantissimi asintomatici ed è impossibile fare il tampone a tutti. Ho visto tante cose pesanti nella mia vita di medico, ma qui siamo oltre. È uno stress costante e molto elevato, anche perché dobbiamo seguire procedure molto rigide per evitare possibili contatti con i pazienti. In pochissimo tempo ci siamo ritrovati in una situazione di assoluta emergenza. Il problema vero adesso è vedere tanta gente giovane che inizia a stare male. Se solo vedessero la tragedia umana di quando ci tocca prelevare qualcuno da casa, strappandolo ai suoi familiari…”, ha continuato.

L’Italia è diventata una nazione di podisti! Dobbiamo portarli a vedere i morti? Noi operatori sanitari siamo già allo stremo delle forze. È la Terza Guerra Mondiale, la gente deve iniziare a capirlo“, ha concluso Zasa.