Gabriele Gravina
Foto Getty / Paolo Bruno

L’emergenza Coronavirus ha costretto il calcio italiano a prendere importanti misure. Vista la grande presenza di persone, raccolte all’interno dello stadio, si è deciso di giocare a porte chiuse (senza pubblico dunque) per evitare di favorire la diffusione del virus. Ma cosa succederebbe se fosse un giocatore di Serie A a risultare positivo al Coronavirus? Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha fatto luce sull’argomento ai microfoni di ‘Dribbling’ su Rai 2: “sospensione del campionato qualora ci sia un caso di Coronavirus tra i giocatori in Serie A? Dobbiamo essere realisti, il rischio reale esiste e adotteremmo tutti i provvedimenti per la tutela degli atleti, cercando di capire che impatto avrebbero sull’attività sportiva. Non possiamo escludere nulla né azzardare ipotesi che non possiamo prevedere“.

Gravina ha poi parlato della decisione di giocare a porte chiuse: “il rischio di rinviare nuovamente il campionato è stato molto basso. C’è stato un confronto acceso, ma non avrei ma permesso un blocco di questo tipo. Abbiamo puntato sull’esigenza del calcio italiano, dei tifosi e, in ultimo, dell’interesse economico di tante società, raccogliendo l’invito del ministro Spadafora ad andare incontro alle esigenze degli italiani. Un evento a porte chiuse è però sicuramente monco“.