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Alex Pantling - foto Getty

“Siamo in attesa delle direttive del Governo”. Questo in estrema sintesi il pensiero espresso da Corrado Barazzutti nella conferenza stampa pre-draw della sfida tra l’Italia affronta e Corea del Sud valida per il turno preliminare della Coppa Davis 2020, in programma venerdì e sabato sulla terra rossa del Tennis Club Cagliari (la vincente sarà una delle 12 squadre protagoniste a novembre delle Finals per il trofeo alla Caja Magica di Madrid).

“Il Coronavirus non è un fattore secondario. Siamo in una situazione seria, anche un po’ di emergenza per tutta l’Italia, per tutto il mondo in realtà” – ha sottolineato il capitano azzurro -. “Noi siamo qui per giocare un match di tennis, una competizione sportiva e come è stato detto andiamo avanti, continuiamo la nostra vita e cerchiamo di farlo senza panico. Naturalmente aspettiamo quelle che saranno le direttive del Governo: giocheremo se potremo farlo, giocheremo senza pubblico se ci diranno di farlo, non giocheremo se ci diranno di non farlo. Non possiamo dire di essere nelle migliori condizioni in generale perché c’è una situazione molto seria in tutto il Paese. Cerchiamo di andare avanti con una vita normale per quanto si possa non pensare o pensare poco al Coronavirus. Giocheremo, ripeto, se potremo giocare con le indicazioni che ci verranno date dal Governo”.

La Corea è un avversario ampiamente alla portata degli azzurri: “Siamo decisamente favoriti sulla carta: è un incontro che ci auguriamo di vincere. Sarebbe molto importante poter andare a Madrid: abbiamo una squadra molto forte, competitiva anche per fare un risultato importante. Siamo qui per vincere, poi naturalmente ci sono tutte le insidie che si possono trovare in un incontro di Davis. I coreani sono dei buoni giocatori per cui questa sfida va giocata sperando che i valori in campo emergano”.

Poi Barazzutti è tornato sull’ipotesi annullamento o sfida a porte chiuse: “Non sono la persona più adatta per rispondere ma sicuramente sarebbe un danno anche se bisogna pensare alla gravità del momento più che eventualmente a danni di ordine economico che comunque si risolvono. La cosa più importante uscire fuori da questa situazione di emergenza. Il Governo deve prendere tutte le precauzioni più corrette per proteggere le persone e per cercare di arginare questa situazione”.

Il capitano azzurro ha anche parlato di Sinner“Siamo tutti contenti che Jannik sia in entrato in tabellone al “1000” di Indian Wells. Non è qui semplicemente perché il suo coach Riccardo Piatti ha preferito come programmazione portarlo a giocare il challenger di Indian Wells in preparazione al Masters 1000. Io ho chiesto di convocarlo ma i suoi programmi per il momento non coincidono con quelli della Coppa Davis. Una decisione che io e tutta la Federazione rispettiamo naturalmente. Non manca solo Sinner ma anche Matteo Berrettini, alle prese con problemi fisici, ed è una mancanza pesante”.

Infine una considerazione su format inaugurato lo scorso anno: “Si è parlato tanto di questa nuova formula e oramai penso sia tempo di superare magari il dispiacere per questo cambiamento, parlo per me. Le cose vanno avanti, questa è la formula. La Davis è stata stravolta ma si dice che sono i tempi che cambiano…. E’ sempre colpa dei tempi. Questa e la formula e con questa formula giochiamo questo incontro. I ragazzi stanno tutti bene e sono pronti per giocare”.

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Francois Nel – foto Getty

Le squadre sono in Sardegna da domenica: martedì è arrivato un tifoso d’eccezione a seguire gli allenamenti degli azzurri: sulle tribune del Centrale c’era infatti Radja Nainggolan, centrocampista belga del Cagliari, grande appassionato di tennis e grande amico di Fabio Fognini.

Giovedì primo atto ufficiale della sfida con la cerimonia del sorteggio – alle 11.30 al Teatro Doglio – per definire l’ordine dei due singolari in programma venerdì (mentre sabato – secondo il format introdotto lo scorso anno – si comincia con il doppio, quindi il match tra i due numeri uno ed in chiusura quello tra i numeri due).

L’Italia – che nella storia della Davis vanta il trionfo del 1976 ed altre 6 finali (l’ultima nel 1998 a Milano contro la Svezia) – ha vinto entrambi i confronti precedenti con la Repubblica di Corea: nel 1981 a Sanremo, nel primo turno del World Group, Corrado Barazzutti, Adriano Panatta, Paolo Bertolucci e Gianni Ocleppo vinsero per 4-1; nel 1987 a Seoul, sempre nel primo turno del World Group, Paolo Canè, Claudio Panatta e Simone Colombo si imposero per 3-2 (con Canè vincitore in tre set su Kim nel singolare decisivo).