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Mirco Lazzari gp/Getty Images

Andrea Iannone non conosce ancora la sua sorte: il campione di Vasto è ancora sospeso a causa della positività ad un controllo antidoping dello scorso 3 novembre, ma tutto il suo staff sta lavorando sodo per provare la sua innocenza. I legali di Iannone e il team Aprilia sono certi che Iannone non abbia fatto uso di sostanze dopanti, ma che la positività sia da riscontrare nelle sostanze delle carni mangiate durante il lungo periodo del Trittico Asiatico.

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Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il pilota Aprilia si è sottoposto anche alla prova del capelli per provare la sua innocenza, ma sembra che ancora ci sia qualcosa che non convince del tutto coloro che devono giudicare la situazione, che hanno fatto leva su alcune foto pubblicate sui social da Iannone, che lo ritraggono particolarmente muscoloso nelle sue sedute in palestra.

Adesso la difesa ha le idee chiare e spera che la CDI della FIM, la corte disciplinare internazionale, possa decidere per un esito che faccia sorridere Iannone, facendogli dimenticare il prima possibile tutta questa vicenda.

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Mirco Lazzari gp/Getty Images

Credo che il PM non dovrebbe avere conflitti di interesse con la gestione dei piloti e altre cariche, ma crediamo nell’onestà dei giudici. Alle supposizioni dell’accusa, che sostiene che Iannone non si sia dopato per migliorare le sue prestazioni in moto, ma per fini estetici, noi replichiamo con argomentazioni di luminari, fra cui il dottor Alberto Salomone, e con la negatività del test del capello, che traccia un profilo di Andrea pulito da settembre, senza tracce di steroidi. Noi chiediamo solo che queste carte siano valutate in modo scientifico“, ha affermato alla ‘rosea’ Antonio De Rensis, legale di Iannone.

La difesa ha deciso di fare leva anche sulle foto muscolose postate dai colleghi di Iannone: Marquez, Vinales e i fratelli Espargaro, infatti, pubblicano spesso sui social le immagini che li ritraggono in palestra mostrando come gli allenamenti moderni dei piloti siano più intensi, avendo un effetto più netto sul fisico.

iannoneInoltre De Rensis ha spiegato che Iannone, a differenza di quanto affermato dall’accusa, non ha mangiato sempre all’Hotel Sama Sama di Kuala Lumpur: “il 28, 29, 30 ottobre era a Singapore e alla vigilia del Gp al ristorante Marini’s

Non possiamo immaginare che la CDI non consideri il test del capello, che il Tas usa come prova e che pure il presidente della Wada, Craig Reedie, ha detto che creerà tremende opportunità per i progressi nell’antidoping, consentendo approcci alternativi per testare campioni di sostanze vietate“, ha concluso De Rensis. La CDI ha adesso 45 giorni di tempo per emettere la sentenza, ma Iannone e tutto il suo team sperano che la decisione venga presa in tempi più brevi in modo da permettergli, eventualmente, di poter gareggiare al primo Gp della stagione, in programma per l’8 marzo in Qatar.