Morte Kobe Bryant – Il retroscena di Kyrie Irving: “un giorno ero psicologicamente a pezzi, lo chiamai perchè…”

Kyrie Irving racconta il suo rapporto con Kobe Bryant: il playmaker dei Nets definisce il 'Black Mamba' il suo maestro, l'uomo a cui ha chiesto importanti consigli per la sua carriera

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Sono tantissimi i giocatori NBA che, nonostante fossero suoi avversari, hanno condiviso un bel rapporto con Kobe Bryant. Il Black Mamba, scomparso tragicamente in un incidente domenica notte, era riuscito a conquistarsi la stima e l’ammirazione di tanti giocatori, particolarmente dei più giovani che vedevano in lui non solo un idolo, ma anche un maestro.

Lo spiega Kyrie Irving raccontando il rapporto che lo legava al numero 24 dei Lakers: “non sono l’unico a soffrire perché tutti abbiamo condiviso qualcosa di importante con lui. Quando lo studente è pronto, il maestro sarà lì vicino. La nostra relazione era molto più profonda del basket: io ero l’allievo e lui il mentore, potevo chiedergli quasi qualsiasi cosa. Non importa quanto fossi nervoso o spaventato, era facile chiedergli cosa bisognasse fare ogni giorno per inseguire qualcosa di più grande di te, come quando cerchi di lasciare un’eredità e un segno indelebile a questo gioco“.

Intervistato anche da Anthony Puccio di Nets Daily, Kirye Irving ha poi raccontato: “chiesi a Kobe aiuto 4/5 anni fa: dovevo operarmi, sapevo che se non l’avessi fatto non avrei potuto giocare ai miei livelli. Psicologicamente ero a pezzi: è stata la prima persona che ho chiamato. Negli ultimi anni abbiamo avuto sempre un ottimo dialogo: è stato grandioso“.

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