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Kiki Bertens snobba Tokyo 2020: la tennista olandese vorrebbe evitare di partecipare alle Olimpiadi, ma ha una sorta di promesa con Demi Schuurs

Le Olimpiadi sono una manifestazione speciale nella quale gli atleti non gareggiano solo per se stessi e per la propria gloria personale, ma anche per rappresentare il proprio Paese. Partecipare ai Giochi Olimpici, vista la natura quadriennale dell’evento, è un’occasione che capita poche volte nella carriera di uno sportivo. In molti fanno di tutto per esserci, specialmente nel prime delle lore vite sportive, per ottenere una medaglia che renderebbe ancor più prezioso il proprio palmares.

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C’è chi invece le Olimpiadi ha anche il coraggio di snobbarle. È il caso di Kiki Bertens, numero 9 del tennis mondiale femminile che è seriamente intenzionata a non partecipare a Tokyo 2020. La tennista olandese ha spiegato di vedere i Giochi Olimpici come una ‘distrazione‘ dalla sua carriera in singolare, motivando il suo rifiuto anche con la delusione di Rio 2016, torneo nel quale, sconfitte all’esordio a parte, le è stato impedito di partecipare alla cerimonia inaugurale e ad altre attività slegate dal tennis.

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Eppure c’è qualcosa che potrebbe far cambiare idea alla Bertens, una sorta di promessa che ha con Demi Schuurs, talentuosa doppista che le ha chiesto di provare a vincere una medaglia nel doppio. Nel corso di una recente intervista, Bertens ha fatto chiarezza: “se non ci fosse di mezzo Demi, la scelta sarebbe molto più semplice: personalmente non ho nulla a che vedere con le Olimpiadi, ma c’è da domandarsi se sono abbastanza egoista o se penso anche agli altri e al tennis olandese. A Tokyo le cose dovranno cambiare: la prossima settimana parlerò con il comitato olimpico e proporrò una serie di condizioni per dare la mia disponibilità. Vorrei vivere l’esperienza della cerimonia inaugurale, a Rio non ci è stato permesso. Se dovessi andare, vorrei vivere un’esperienza olimpica totale, anche dedicando tempo a seguire altri sport. Inoltre, il mio staff dovrà essere con me”. Non è un vero e proprio ‘sì’, ma è già qualcosa…

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