Un duro avversario per David Blatt, l’annuncio shock dell’head coach dell’Olympiacos: “ho la sclerosi multipla”

Claudio Grassi/LaPresse

Il capo allenatore dell’Olympiacos di Atene ha annunciato attraverso una lettera di aver contratto la sclerosi multipla

Una notizia terrificante, un annuncio che in pochi si sarebbero aspettati di ascoltare. David Blatt ha annunciato di avere la sclerosi multipla, lo ha fatto con una lunga lettera pubblicata sul sito dell’Olympiacos di Atene, di cui è attualmente head coach.

LaPresse/EFE

Si tratta della sclerosi a placche progressiva primaria, un tipo di malattia che non mette a rischio la vita dell’ex allenatore dei Cleveland Cavaliers, ma che la condizionerà di certo. Attraverso la missiva, Blatt è uscito allo scoperto, sottolineando però di voler continuare la sua professione: “a volte la vita ti mette di fronte a determinate situazioni senza alcun motivo. Questi sono i momenti cui ti costringono a effettuare delle scelte che mettono davvero alla prova il tuo carattere. Alcuni mesi fa mi è stata diagnosticata una sclerosi multipla progressiva, una malattia che si manifesta in maniera diversa a seconda delle persone, una malattia autoimmune che può influenzare in tanti modi l’abilità di poter fare anche le cose che sembrano più normali. A me sta colpendo soprattutto alle gambe. Stanchezza, equilibrio e forza muscolare stanno diventando dei veri problemi, per me. Ho iniziato trattamenti speciali per rinforzare la mia muscolatura e il mio equilibrio, così come lavoro in piscina per aumentare la mia forza fisica. Mi sforzo di fare movimenti che per molti sarebbero facili e normali ma che a me richiedono parecchio sforzo: mi aspetto di fare ancora di più, non certo di meno“.

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Da qui la decisione di non arrendersi: “quando mi sono ripreso dallo shock iniziale e dal dolore di immaginare quanto questa notizia avrebbe cambiato la mia vita, ho deciso subito che non mi sarei arreso. L’unica cosa che avrei potuto fare è adattarmi a questa mia nuova condizione e provare a continuare a vivere nel modo più normale possibile. Ho adottato la stessa metodologia che uso nel basket, quando c’è da risolvere e superare un ostacolo. La mia procedura richiede tre step: 1) Qual è il problema? 2) Perché è successo? 3) Come si può risolvere? Ovviamente il perché in questo caso è sconosciuto, non ci sono ragioni perché dovesse succedere, e questo potrebbe portare facilmente a uno stato di depressione o di autocommiserazione. Questa battaglia è una battaglia vera, che non scherza, e siccome non c’è un trattamento e una cura è una battaglia che non finirà mai. Però non minaccia la mia vita, mentre ci sono persone che sono chiamate a fronteggiare sfide ben più difficili. Dobbiamo avere il coraggio di non arrenderci, di andare avanti e di vivere una vita che mantenga una certa qualità“.

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Niente autocommiserazione, ma solo tanto lavoro per Blatt: “non voglio nascondermi, ho la fortuna di poter contare sul supporto di tante persone, le stesse persone che mi hanno subito fatto capire che io rimango sempre me stesso, anche se oggi sono costretto a comportarmi in maniera a volte diversa. Avere pietà di se stessi non porta a nulla, e anzi crea e incoraggia una spirale verso gli abissi. Sono un allenatore, il mio compito è quello di guidare, insegnare e ispirare altre persone. Il fatto che non abbia più la mobilità di prima o lo stesso grado di attività non va però a influire sulle mie capacità mentali. Sono fortunato, ho ottimi dottori, allenatori, fisioterapisti e un’intera organizzazione che ha scelto di accettare la mia malattia e aiutarmi a superarla. Ho chiesto ai miei giocatori e al mio staff di essere la miglior versione di loro stessi: io chiederò lo stesso a me stesso. La mia condizione media non è certo un picnic in allegria, ma in tanti devono affrontare situazioni peggiori. È una responsabilità che sento quella di essere da esempio per tutti, per vivere la propria vita al meglio e non arrendersi mai“.

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About Ernesto Branca (29520 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 6 ottobre 1989, è un appasionato di sport. Laureato nel 2015 in Giurisprudenza, scrive per SportFair dal 2015.


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