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Vincenzo Nibali pronto per il Tour de France: le sensazioni dello Squalo dello Stretto a un anno dalla terribile caduta dell’Alpe d’Huez

E’ tutto pronto per l’edizione 2019 del Tour de France: i ciclisti che si sfideranno per le strade francesi sono stati protagonisti ieri nella presentazione dei team, nella quale il pubblico ha dimostrato un grandissimo affetto per Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto, dopo il secondo posto al Giro d’Italia, torna alla Grande Boucle, ad un anno dalla terribile caduta sull’Alpe d’Huez causata da uno spettatore.

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Un boato incredibile per il messinese della Bahrain Merida,  che ha particolarmente apprezzato: “una accoglienza stupenda.  Non ho riflettuto sul fatto che sono all’ottavo Tour, semmai al fatto che sono tornato a quasi un anno dall’incidente sull’Alpe d’Huez. E’ bello essere qui. Cavolo, avete sentito che boato? Significa che la gente da me si aspetta sempre qualcosa. Lo so questo. Fino al primo arrivo in salita, La Planche des Belles Filles (4° nel 2012 e 1° nel 2014, ndr), non ci si potrà sbilanciare. Poi si avranno le idee più chiare. Il primo traguardo in quota è sempre il più difficile, quella è una salita molto esplosiva. Bisognerà capire come verrà interpretata, e a che punto è la condizione. Io non so che cosa posso fare, e credo di affrontare questo Tour alla giornata“, ha affermato Nibali alla ‘rosea’.

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La mia paura è quella di stare bene all’inizio e poi magari che venga a mancare qualcosa nell’ultima settimana. Trovarsi in una situazione di mezzo. Fai una discreta classifica, ma non riesci a portare a casa neppure una tappa. Tra incudine e martello. A volte concentrarsi sulle singole cose può essere meglio. Se stai bene, puoi permetterti di lottare con i primi. Se stai così così, meglio mettere una x su dei giorni chiave e cercare il colpo. Lo faceva anche Bettini. Io capirò solo strada facendo come sto. Se i primi arrivi in salita non andranno bene, uscirò di classifica“, ha continuato il capitano della Bahrain Merida.

Fabio Ferrari/LaPresse

Molti, a inizio stagione, hanno pensato che io partissi per vincere sia il Giro sia il Tour. Io non l’ho mai detto. Il Giro è sempre stato il pensiero principale, con il Tour in un secondo momento. Il team mi ha voluto in Francia e per me andava bene. Però, per l’esperienza di questi anni, mi sono trovato meglio nella combinazione Giro-Vuelta”, ha aggiunto Nibali prima di aprire una parentesi sui due grandi assenti: “Froome sarebbe stato un faro, un punto di riferimento. Ma Ineos avrebbe avuto comunque tanti altri elementi importanti e non si capiva bene chi sarebbe stato il capitano, a differenza del passato. La situazione, con Thomas e Bernal, non sarebbe stata chiara e in squadra può creare disorientamento, disunione. Perché non lavorano tutti per il singolo. Senza Froome comunque non sarà la stessa cosa. Dumoulin? Ha fatto buone cose, buoni piazzamenti, ma quest’anno non era mai stato super. L’incidente di Froome? Mi è dispiaciuto moltissimo. Non è solo un collega. E’ una persona, un padre di famiglia. Non si può rimanere indifferenti. Chris ha grinta e determinazione fuori dal comune. Sicurò che si rimetterà bene“, ha concluso.