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Dalla ‘bevanda miracolosa’ del team Jumbo-Visma alla possibile presenza dell’Aicar: il De Telegraaf porta alla luce la possibilità che nel corso del Tour de France vengano usate sostanze dopanti

Mentre è in corso di svolgimento la decima Tappa del Tour de France, quella che precede la sosta, il De Telegraaf riporta alcune notizie particolarmente allarmanti per gli appassionati di ciclismo. Sulla Grande Boucle torna ad aleggiare lo spettro del doping. Il giornale olandese ha segnalato due casi sui quali si dibatterà molto nei prossimi giorni. Il primo riguarda il Team Jumbo-Visma e la sua ‘bevanda miracolosa’. Tale miscela, che il team ha ammesso di somministrare ai propri corridori, sarebbe a base di chetoni, composti organici prodotti dal fegato in mancanza di carboidrati per bruciare i grassi. Un recente studio ha evidenziato come tale sostanza possa migliorare le prestazioni fino al 15%. Questa bevanda non sarebbe però proibita, lo spiega il professor Peter van Enoo del laboratorio di Gand: “la sostanza non è nella lista proibita perché le indagini riguardo gli effetti collaterali è appena iniziata. Finché gli effetti negativi non possono essere dimostrati, non sarà inserita nella lista. Suppongo che molti atleti di alto livello usiino i chetoni. La sostanza è disponibile e sempre più medici sportivi la raccomandano”.

Il team manager Jumbo-Visma, Richard Plugge spiega: “i chetoni sono un integratore alimentare che possono essere usati proprio come le vitamine. La sostanza non è nella lista delle sostanze proibite e sappiamo che anche altre squadre li usano”.

È diverso invece il caso riguardante l’Aicar, sostanza dopante e proibita, che secondo alcune fonti vicine al giornale sarebbe tornata a circolare nel gruppo. Addirittura corridori di una squadra non ben specificata ne avrebbero assunto una dosa in corsa, sciolta in acqua o altre bevande. Usato per la prima volta in ambito sportivo nelle Olimpiadi di Pechino 2008, l’Aicar venne poi introdotto nel ciclismo nel 2012: tale sostanza aiuterebbe gli atleti aumentando la loro capacità di resistenza, migliorandone le prestazioni sotto sforzo.