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Lin Jarvis sincero e crudo: le parole del direttore Yamaha non saranno apprezzate dai tifosi di Valentino Rossi

Situazione complicata in casa Yamaha: il team di Iwata non ha ancora trovato le soluzioni ai problemi che attanagliano Valentino Rossi e Maverick Vinales, un giorno al top, il giorno dopo nel baratro più profondo. Una stagione di alti e bassi per la Yamaha, consapevole delle sue problematiche: “non siamo ancora all’altezza di Ducati e Honda. In alcune piste la nostra moto non espone i suoi punti deboli, dunque su quei tracciati non andiamo male, ma abbiamo ancora molta strada da fare. In inverno c’è stata una ristrutturazione dell’organizzazione del reparto tecnico in Giappone. Ora stiamo iniziando a ottenere i frutti di questi cambiamenti. Abbiamo anche modificato il nostro modo di lavorare nella nostra sede europea. Anche in Giappone, ora, sono più aperti. Prima, quando c’erano problemi, si chiudevano in loro stessi. Abbiamo scoperto tardi quella mancanza di comunicazione. Fortunatamente la reazione è stata veloce e fluida. Questo ci permette di esporre meno i punti deboli della nostra moto, perché ne avevamo davvero troppi. Al momento il problema principale con la nostra moto è la mancanza di potenza, ma non possiamo risolverlo fino al 2020, quando potremo incorporare un nuovo motore“, ha spiegato Lin Jarvis in una lunga intervista a Motorsport.

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Alessandro La Rocca/LaPresse

Il direttore Yamaha ha poi aperto una piccola parentesi su Fabio Quartararo, che sta guidando in maniera eccellente con la moto del team di Iwata: “penso che Quartararo abbia una grande carriera davanti a sé e spero che rimanga legato alla Yamaha. La Casa farà di tutto per trattenerlo. La sua presenza è molto stimolante anche per Vinales e Rossi, perché quando loro sono in difficoltà, si accorgono di cosa può fare Quartararo nelle stesse condizioni. Anche perché le condizioni tecniche con cui corre Fabio sono inferiori a quelle che hanno loro. Se Fabio fa quello che fa, anche loro due dovrebbero riuscire a farlo“.

Lin JarvisNon poteva mancare un commento sul ritiro di Valentino Rossi: “penso che la MotoGP sarà pronta, quando accadrà. Si possono immaginare circuiti semivuoti senza la grande quantità di cappellini e bandiere gialle con il numero 46 che ci sono oggi. Ma non penso che ciò accada, perché in MotoGP la qualità è molto alta. Abbiamo sei costruttori coinvolti e molti grandi marchi. Ci mancherà Valentino? Senza dubbio. Ma la vita andrà avanti e sono sicuro che lui rimarrà coinvolto in MotoGP in qualche modo, anche se non dovesse andare a tutte le gare“, ha dichiarato Jarvis, aggiungendo poi che a suo avviso il Dottore ” non ha intenzione di andare in un’altra Casa“.

LaPresse/EFE

Fino al 2011, quando aveva deciso di andarsene, aveva vinto 4 titoli con noi e questo ha avuto un grande impatto. E’ come se Marquez lasciasse la Honda in questo momento. Ora Valentino è in una fase molto diversa della sua vita e, con tutto il rispetto per lui, il futuro della Yamaha non passa più attraverso Valentino Rossi. Puoi essere qui ed essere competitivo per 1, 2 o 3 anni. Ma il nostro livello di dipendenza da lui è cambiato. La sua eredità con Yamaha è finita. Yamaha continuerà senza di lui, senza il suo presidente e senza di me. Tutte le aziende attraversano periodi di transizione e Yamaha, che ha 70.000 dipendenti, non fa eccezione. Ciò non significa che Valentino non sia importante e spero che rimanga un ambasciatore del marchio. La decisione è di entrambe le parti, anche se dovrebbe toccare a chi noterà che non è possibile per lui essere competitivo come vorrebbe, o che la sua motivazione inizia a scemare. I primi segnali dovrebbero venire dalla sua parte, ma onestamente non penso che ci sarà alcun conflitto, perché di solito le due parti arrivano alle stesse conclusioni“, ha concluso Jarvis.

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