guida autonoma

Siamo tutti d’accordo sul fatto che auto connesse e guida autonoma siano il futuro dell’auto ma quanto possiamo fidarci?

La tecnologia ha invaso la vita quotidiana di tutti noi. Dallo smartphone alle TV, la tecnologia è alla base di molti degli oggetti che utilizziamo quotidianamente.
Per questo motivo, i sistemi di sicurezza sono sempre più potenti contro chi prova a introdursi all’interno della nostra vita ‘connessa’ ma ancora non basta a scongiurare il peggio.

Gli hacker sono sempre un passo avanti e lo dimostra il recente episodio in cui circa 30.000 automobili in movimento hanno rischiato di essere spente a distanza.
Si trattava di auto appartenenti a grandi flotte (noleggiatori, car sharing) e per questo dotate di localizzatori GPS in grado di tenere traccia del veicolo. Tuttavia questi dispositivi possono funzionare come ‘porta di servizio’ per gli hacker, uno di questi è infatti riuscito a scoprire i dati personali di migliaia di driver oltre che la possibilità di spegnere il motore dell’auto mentre è in movimento.

Qualche settimana fa, una sorte simile è toccata al servizio di car sharing Car2Go, circa 200 macchine sono scomparse dalla flotta di Chicago. Car2Go afferma che le auto sono state effettivamente aperte e noleggiate in modo irregolare hackerando l’app della società.

Quasi tutti i principali produttori di auto stanno implementando software che grazie allo smartphone consentono all’utente di monitorare le funzioni dell’auto e ad accedere in remoto ai suoi sistemi. Tra le funzionalità è possibile controllare la climatizzazione, accedere alle informazioni sul veicolo e, la cosa più vulnerabile, avviare o arrestare il motore.

Episodi di vulnerabilità sono stati dimostrati su auto del gruppo Tesla e Jeep ma altri marchi non sono esenti da bug.

Il mal comune che affligge, in percentuali diverse, quasi tutto il panorama automotive non basta a rendere il fenomeno meno spaventoso.

Nonostante l’arretratezza sotto il punto di vista infrastrutturale e normativo che riguarda la guida autonoma, questa tecnologia è in ascesa costante e le auto, anche se limitate elettronicamente dai produttori, sono già in grado di gestire in autonomia volante, acceleratore, freno. Pensate che un hacker non sia in grado di acquisire il controllo su un veicolo del genere?

La difesa dalle intrusioni dei sistemi di guida autonoma dei veicoli è estremamente difficile e potrebbe portare a conseguenze terribili senza adeguate salvaguardie.

Non possiamo fermare l’evoluzione e gli sviluppi in campo di connettività ma dobbiamo fare molto di più dal punto di vista della sicurezza.