Kakà
LaPresse/Vince Paolo Gerace

Kakà si è detto pronto a tornare al Milan con una nuova veste che non lo vedrà più sul terreno di gioco come ai tempi di Ancelotti

Kakà è innamorato del ‘suo’ Milan. Lo ha sempre dichiarato e dimostrato con i fatti e potrebbe anche tornare a lavorare per il club rossonero, come rivelato ai microfoni della Gazzetta dello sport. In che ruolo però? “Non ne ho idea. Come ho detto, per il momento voglio restare accanto alla mia famiglia in Brasile e non posso immaginare un impegno lavorativo preciso. Sarei comunque venuto in Italia in questo periodo per motivi personali, quindi coglierò l’occasione per tastare il terreno. Sarò a San Siro da tifoso, ma è ovvio che in futuro vorrei fare di più per il Milan. E’ una questione di tempo“. Kakà ha parlato delle ambizioni attuali del nuovo Milan targato Leonardo e Maldini, due che lui conosce molto bene: “Paolo è la storia, la bandiera. È l’idolo. Nel mondo, se si parla di Milan si parla di Paolo e viceversa. Paolo è la fedeltà. Non voglio dire nulla della precedente dirigenza, con la quale c’era stato qualche contatto, ma questa ha qualcosa di diverso, perché ha ritrovato il dna rossonero. Ha recuperato le caratteristiche del club, il senso di appartenenza. Leo, Paolo che sono tornati e Gattuso che è rimasto in panchina. Rino è uno che porta grinta, ha lo spirito di chi non molla, era così quando giocava ed è uguale a se stesso da allenatore. E serve tanto. Leonardo? Esperienza, contatti internazionali con Fifa, Uefa, grandi club. Leo ha fatto tutto, ha girato il mondo. È intelligente e conosce bene anche il mondo della comunicazione. Sa come si gestisce una squadra importante”.