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Il pilota polacco ha parlato delle sue condizioni fisiche, rivelando di non poter guidare più come una volta dopo l’incidente al Rally di Andora del 2011

Lo stile di guida è sempre lo stesso, il modo di metterlo in atto un po’ diverso. Robert Kubica non è più lo stesso da quando, nel febbraio del 2011, fu coinvolto in un terribile incidente nel Rally di Andora.

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Il polacco è tornato a guidare regolarmente adesso anche monoposto di Formula 1, ma deve sottostare ad alcune limitazioni che svela lui stesso nel corso di un’intervista a Motorsport.com: “molti anni fa, quando ho iniziato ad utilizzare il simulatore, ho chiesto al mio dottore se fosse possibile che avessi una maggiore sensibilità e precisione nel mio braccio sinistro. Lo scorso anno la Renault mi ha chiesto di andare in un centro medico dove vengono provate cose simili. Attualmente i risultati di forza, velocità e precisione del mio braccio sinistro è del 35% migliore rispetto al miglior risultato mai visto da loro. In ogni modo il tuo corpo si adatta alla realtà. Se hai la possibilità di utilizzare entrambe le mani e sei in salute non ha la necessità di essere così preciso con un braccio. Per esempio, quando guido, utilizzo al 70% il braccio sinistro ed al 30% il destro. Se dovessi guidare come ai vecchi tempi, 50% su ogni braccio, non sarei in grado. Mi viene naturale guidare così perché questo è il modo in cui devo fare. Non posso provare a fare le cose che ero solito fare a causa delle mie limitazioni, e questo non solo per quel che riguarda la guida ma anche nella vita di tutti i giorni. Ogni volta che ho provato a fare qualcosa come facevo prima restavo deluso, ma poi ho capito che potevo farla in modo diverso. Certamente ci sono alcuni momenti in cui devo guidare solo con la mano destra, ma è un qualcosa che viene naturale e posso dire di essere stato fortunato perché fino ad ora non ho dovuto guidare in maniera fisica. Ho guidato in maniera rilassata ed ho parlato con altri piloti che invece devono impugnare il volante sempre altrimenti non riescono a guidare“.