fernando alonso
Photo4/LaPresse

Nel corso della conferenza che apre il week-end WEC a Silverstone, il pilota spagnolo non ha usato mezzi termini per definire la Formula 1

Non sono passati nemmeno molti giorni dall’addio di Fernando Alonso alla Formula 1, che lo spagnolo ha già lanciato le prime frecciate contro un mondo che non lo vedrà più protagonista a partire dalla prossima stagione.

alonso
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Nel corso della conferenza stampa che apre il week.end WEC di Silverstone, lo spagnolo ha espresso il proprio pensiero sul circus: “l’azione in pista non è più quella che ho sognato quando sono arrivato in F1, o quella che ho vissuto quando ero in altre categorie. Mi sono fermato perché oggi, secondo me, ciò che vediamo in pista è uno show più povero. In realtà, ciò di cui si discute di più in F1 sono polemiche o team-radio. Parliamo di queste cose, e quando si commenta così tanto questo tipo di argomenti è un brutto segno. Vuol dire che nell’arco di un fine settimana l’azione in pista è stata molto scarsa, ed è ciò che sento in Formula 1 oggi. Penso che ci siano altri campionati che probabilmente offrono uno spettacolo migliore, più gioia e più felicità, ed è quello che sto cercando di trovare. Nelle stagioni 2003, nel 2004, nel 2008, nel 2009 ed anche nel 2011 non ho vinto molte gare, ma erano campionati in cui era comunque difficile prevedere cosa potrebbe accadere a Spa e Monza. Oggi sappiamo già cosa accadrà nelle prossime due gare, possiamo prevedere le prime 15 posizioni con un margine di uno o due errori. Arriviamo a Barcellona per i primi test invernali e dopo il primo giorno di test sappiamo già cosa accadrà fino a novembre ad Abu Dhabi, e così è dura. Ma per me non è un problema, perché dopo 18 anni ho ottenuto più di quello che sognavo. Ma il problema è per i giovani piloti, a cui resta solo da sperare che il team in cui corrono possa fare un salto in avanti incredibile, o che ricevano una chiamata da uno dei team di vertice: è diventato difficile per i piloti che hanno ambizioni“.