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Nella dodicesima tappa della Diamond League, lo sprinter USA vince i 100 in 9.94 pareggiato al centesimo da Prescod. Gran tempo del keniano sugli 800 (1:42.79). Ora le finali a Zurigo e Bruxelles, il 30 e il 31 agosto.

Nella dodicesima tappa della IAAF Diamond League 2018, il finale è tutto nello show dell’alta velocità. I 100 metri uomini sono incerti sino al traguardo con la vittoria di Christian Coleman che resiste alla rimonta dell’argento europeo Reece Prescod. Chiudono entrambi in 9.94 (-0.5). Sui 200 donne Shaunae Miller-Uibo in 22.15 (0,4) disegna un rettilineo potente. precedendo l’oro europeo Dina Asher-Smith (22.31) e Dafne Schippers (22.41). Cinque primati del meeting nel pomeriggio inglese, in cui ha ancora impressionato il keniano Emmanuel Korir sugli 800 (1:42.79) e ha confermato il successo continentale la tedesca Malaika Mihambo nel lungo con 6,96 (1.5). Successi con prestazioni tecniche di valore per lo spagnolo Orlando Ortega sui 110hs in 13.08 (1,3), il tedesco Andreas Hofmann nel giavellotto (89,92) e l’australiano Brandon Starc nell’alto (2,33). Gare di mezzofondo a Laura Muir, prima sui 1000 metri in 2:33.92, Sifan Hassan sui 1500 metri (4.00.60), Agnes Tirop sui 3000 metri in 8:32.21, Conseslus Kipruto sui 3000 siepi in 8:14.33. Successi nell’asta femminile di Sandi Morris (4,62), di Christina Schwanitz nel peso (18,20), di Lea Sprunger sui 400hs in 54.86 e di Fred Kerley sui 400 (45.54). Nelle gare non Diamond League applausi per Luvo Manyonganel lungo con 8,53 (1,5), la tedesca Pamela Dutkiewicz si impone nei 100hs (12.84/-0,6) e miglio uomini all’australiano McSweynin 3:54.60. Con il meeting di Birmingham in archivio, la Diamond League 2018 prepara adesso le due spettacolari finali di Zurigo(30 agosto) e Bruxelles (31 agosto).

COLEMAN-PRESCOD AL FOTOFINISH – E’ di Christian Coleman la sagoma vincente sui 100 metri della dodicesima tappa della Diamond League. Il primatista mondiale dei 60 indoor ha offerto la sua miglior prestazione stagionale con una potente accelerazione e una condotta tecnica efficacissima, piombando sul traguardo in 9.94 (vento -0.5). Il successo dello sprinter USA è stato in discussione fino alla verifica del fotofinish a causa del consueto ritorno negli ultimi venti metri del britannico Reece Prescod, argento agli Europei di Berlino dietro Zharnel Hughes (oggi quinto in 10.05), che ha appaiato l’americano sul traguardo con lo stesso tempo e il nuovo primato personale. Mai in lotta per il successo, ma a sua volta autore del solito travolgente finale, Noah Lyles terzo in 9.98. Sotto i 10 netti scende ancora Yohan Blake, quarto in 9.99.

VOLA MILLER NEI 200 – Lo sprint regala emozioni anche sui 200 donne, con un cast degno di una finale mondiale. La nuova regina d’Europa Dina Asher-Smith parte a razzo e sembra impressionare come a Berlino, ma dopo l’ingresso in rettilineo le lunghe leve di Shaunae Miller-Uibo hanno la meglio e la bahamense prevale in 22.15 (0.4), primato del meeting, precedendo la britannica (22.31) e l’olandese Schippers (22.41), anche lei autrice di un buon finale. Regge finché può la giamaicana Jackson (22.55), va fuori giri negli ultimi 40 metri la statunitense Prandini (22.58).

CONFERMA KORIR – Grandissimo 800 metri di Emmanuel Korir. Il keniano leader mondiale stagionale con l’1:42.05 di Londra offre un altro show a sensazione assicurandosi il successo con il primato del meeting migliorato di oltre un secondo in 1:42.79, primeggiando in un poker all-Kenia con Kitilit (1:43.53), il campione del mondo dei 1500 Elijah Manangoi (al personale in 1:44.15) e Ferguson Rotich (1:44.44). Bellissima gara dove i due polacchi Lewandowski e Kszczot, pur se autori di un’eccellente prestazione, non hanno potuto evitare il quinto posto in 1:44.75 e il sesto in 1:44.97.

110HS: ORTEGA DOMINA – La miglior prestazione stagionale dello spagnolo ex-cubano Orlando Ortega, vincitore dei 110hs in 13.08 (1.3), gli dà soddisfazione per la nettezza del successo ma anche i rimpianti per non aver conquistato una delle due medaglie più preziose all’Europeo. Nemmeno un’incertezza sulle barriere, ben lontani sul traguardo il giamaicano Levy (13.22) e il campione contintentale Pascal Martinot-Lagarde (13.27), che ancora una volta per questione di millesimi, come a Berlino contro Shubenkov, ha avuto la meglio sullo statunitense Crittenden, stesso tempo e primato personale.

EFFETTO BERLINO – Ottima anche la prova di Andreas Hofmann: il tedesco bronzo a Berlino ha sfiorato i novanta metri nel giavellotto piantando l’attrezzo a 89,92 e prendendosi immediata rivincita sull’olimpionico e campione europeo Rohler, solo quarto, preceduto dall’ennesimo tedesco Weber (86,63) e ancora una volta dall’estone Kirt (85,31). Chi non ha risentito dell’effetto-Berlino è la campionessa d’Europa di salto in lungo Malaika Mihambo, che all’ultima rincorsa e a gara già vinta ha piazzato un eccellente 6,96 (1.5) che le è valso il record del meeting. Battute la colombiana Ibarguen (6,80/0.1) e la Proctor (6,70/0.5), migliore tra le britanniche oggi.

ANCORA MUIR-HASSAN – Niente record britannico per Laura Muir ma una netta vittoria sui 1000 metri condita dal record del meeting in 2:33.92, migliorato dopo venticinque anni. La scozzese è andata via in progressione dopo un passaggio non clamoroso agli 800 (2:03.00), lasciando le piazze d’onore alla francese Lamote (2:34.48) e alla compagna di nazionale Adelle Tracey (2:34.59). Con la rinuncia di Caster Semenya, i 1500 donne hanno perso un po’ di pepe per la sfida saltata con l’olandese Sifan Hassan, neo-oro europeo sui 5000 metri. La Hassan ha condotto una delle migliori gare dell’anno dal punto di vista tattico prendendo il largo a 200 metri dal traguardo, raggiunto in 4:00.60 sull’etiope Tsegay (4:01.03) e sulla polacca Ennaoui, argento a Berlino, terza oggi col miglior crono stagionale di 4:02.06. Buona gara con personale di 4:03.17 per la britannica McDonald e di 4:03.99 per la portoghese Pen.

KENYA AL TOP – Altra rinuncia di peso, quella del marocchino El Bakkali sui 3000 siepi, con rimando dell’ennesimo duello con il keniano Conseslus Kipruto, il quale non si è fatto pregare per vincere in 8:14.33 approfittando anche del mezzo scivolone sull’ultima riviera dell’altro keniano Kigen, che ha perso completamente il ritmo e ha chiuso quinto. Nel bel finale, secondo l’etiope Beyo in 8,14,61, terzo Nicholas Kiptanui Bett in 8:16.44. Staccatissimo in 8:35.20 l’argento europeo Carro. In una delle gare più interessanti del pomeriggio, vittoria a sorpresa di Agnes Tirop sui 3000 in 8:32.21 che ha prevalso nel finale sull’altra keniana Hellen Obiri, favorita e leader al secondo chilometro in 5:48.23, terza al traguardo in 8:36.26 e superata anche dall’altra connazionale Rengeruk (8:33.43). Nelle posizioni a seguire, sesto posto della tedesca Klosterhalfen in 8:41.37, primato nazionale israeliano della campionessa europea dei 10000 metri Lonah Salpeter (settima in 8.42.88), personal best per un buon numero di atlete.

ALTO: STARC 2,33 – Tra chi ha pagato più di tutti gli sforzi degli Europei, il campione contintentale di alto maschile Przybylko, uscito alla misura di 2,24 dopo essere ricorso a tre prove per aver ragione dei 2,16 e dei 2,20. La gara però ha mantenuto un’ottima valenza tecnica con tre specialisti oltre i 2,30 e l’exploit finale dell’australiano Brandon Starc, che giocando d’azzardo ha trovato il jolly e la vittoria a 2,33 (personale), lasciando al secondo posto il canadese Mason e lo statunitense Robinson (2,30).

ASTA E 400 – Anche le astiste sono apparse un po’ scariche dopo una stagione intensissima e, per le europee, le tossine della finale di Berlino da smaltire. Si è imposta la statunitense Sandi Morris con un ormai normalissimo 4,62 sulla coppia greca che ha dominato l’Europeo, Stefanidi (4,52) e Kiriakopoulou, quest’ultima terza con 4,42 in condivisione con l’altra specialista statunitense Nageotte. Nessun salto valido per Silva, Bengtsson e McCartney. Respirano, almeno cronometricamente, anche i quattrocentisti. Vince lo statunitense Fred Kerley in 45.54 al termine di un rettilineo dove, assieme al campione d’Europa Hudson-Smith (45.59) e al connazionale Dedewo (45.62), ha ripreso il plurititolato del salto triplo Christian Taylor, un bel passato e un discreto presente anche da specialista del giro, presentatosi primo dopo l’ultima curva e alla fine quarto in 45.78.

OSTACOLI E PESO – I 100hs sono dominati dalla coppia tedesca d’argento e di bronzo a Berlino: Pamela Dutkiewicz (12.84/-0,6) ha preceduto ancora Cindy Roleder (12.96) e l’olandese Nadine Visser (13.07). Echi berlinesi anche sui 400hs vinti dalla campionessa europea Lea Sprunger in 54.86 in assenza della coppia USA Little-Moline. L’elvetica ha preceduto, non senza soffrire, la giamaicana Russell (54.91) e la medaglia di bronzo continentale Beesley (55.83). Altro tema europeo, stavolta ribaltato rispetto al verdetto dei campionati, nel peso donne vinto da Christina Schwanitz con 18,20 davanti alla polacca Guba (17,92), che aveva preceduto la tedesca a Berlino. Terza l’olandese Boekelman con 17,78.

MANYONGA 8,53 – Tra i migliori risultati di giornata quello del lungo uomini dominato dal sudafricano Luvo Manyonga con il nuovo primato del meeting di 8,53 (1,5), che ha concesso il solito elevatissimo standard con altri due salti a 8,42 e 8,47. Ha regolato con facilità il giamaicano Gayle (8,17/0,2) e l’australiano Frayne (8,01/-0,5). Ultima gara della carriera, straordinaria, per Greg Rutherford. Il campione olimpico, mondiale, europeo e dei Commonwealth fa passerella con 7,43. Sesto il campione d’Europa Tentoglou con 7,82. Conquista l’altra gara fuori dalla classifica di Diamond League l’australiano McSweyn, che ha dato vita a una bella volata con il connazionale Gregson sul miglio, imponendosi in 3:54.60 contro 3:55.10 e vincendo la concorrenza di Paul Chelimo (3:55.96).