Dalle medaglie alla figlia Maya, Tania Cagnotto ripercorre la sua vita tra sport e famiglia: “credo nel destino”

Tania Cagnotto parla della sua carriera piena di grandi successi sportivi e di qualche delusione, l’ex tuffatrice si confessa in una lunga intervista

Tania Cagnotto, dalle piscine più competitive del mondo al ruolo di mamma e moglie a tempo pieno. La vita dell’ex tuffatrice azzurra le ha regalato tante gioie e qualche delusione. La bolzanina racconta la sua carriera tra vittorie e sconfitte in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Non so quante volte ci hanno scambiato per sorelle, – afferma la Cagnotto parlando della collega Francesca Dallapèsì siamo diventato molto simili, abbiamo vissuto veramente in simbiosi”. “Io non mi sono mai sentita in competizione con Giorgio Cagnotto. – ha continuato la “figlia d’arte” che però rinnega questo appellativo – Devo dare atto alla mia famiglia, a mio padre e a mia madre, di avermi sempre tenuta lontana da questo tipo di pressione. Papà non mi ha mai parlato della sua carriera sportiva. È vero che da piccolina prendevo le sue medaglie in mano un po’ per gioco, senza sapere che la scaramanzia impone di non toccare le medaglie degli altri. Forse è per questo che ho impiegato 15 anni a salire sul podio olimpico. Quando ero piccola papà non voleva neppure che facessi la tuffatrice, ero io che spingevo sull’acceleratore: a cinque anni volevo già tuffarmi dalla piattaforma di dieci metri”. 

Da grande poi una cosa che mandava su tutte le furie Tania Cagnotto erano le chiacchiere sul suo conto.  “I pettegolezzi in squadra mi mandavano su tutte le furie, – afferma – anche se non sono una che si arrabbia facilmente. Quando ho scoperto che qualcuno sparlava alle mie spalle o inventava qualcosa per screditarmi, mi sono veramente arrabbiata. Con gli anni ho imparato a fregarmene, a lasciare gli invidiosi nel loro brodo”. “C’è come un filo che guida la nostra vita. – sentenzia l’ex tuffatrice ripensando al suo percorso sportivo, al suo matrimonio ed alla nascita della figlia Maya – E’ il nostro destino. Ci credo assolutamente, e la mia storia sportiva ne è la conferma assoluta. Qualcuno scrive la sceneggiatura della nostra esistenza…”.