popovich team usa
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San Antonio alle prese con una situazione davvero scomoda dal punto di vista salariale, ma sopratutto sotto il profilo delle decisioni importanti che verranno prese in estate

San Antonio è crollata al primo turno dei playoff NBA sotto i colpi di Golden State, un 4-1 netto, senza diritto di replica. Ci può stare senz’altro, dando un’occhiata ai due roster, sopratutto data l’assenza di Leonard, ma questa sensazione di impotenza in casa Spurs non la si vedeva da molto tempo, dunque impone delle riflessioni in seno alla dirigenza. La situazione è delicatissima e dipende da alcuni fattori che potranno cambiare la storia della franchigia. In primis il caso Popovich. Già in passato si è parlato di un possibile addio alla scena NBA, magari per concentrarsi solo su Team Usa. Dopo questo finale di stagione condizionato dalla pesante perdita della moglie, coach Pop deve decidere se guidare la rivoluzione di San Antonio oppure se ritenere chiuso il proprio ciclo. Scelte importanti arriveranno sopratutto in chiave roster, con il caso Leonard a tenere banco. Il giallo legato all’ala prosegue, desaparecido in questa stagione. Sembra che gli Spurs non siano intenzionati a liberarsi di Kawhi, il quale percepirà 20 milioni garantiti nella prossima stagione, prima di una player option che sarà molto delicata. Qualcosa però dovrà cambiare per dare uno scossone ad una squadra non proprio di primo pelo.

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La certezza si chiama Aldridge, mentre altri due anni di contratto a 16 milioni per Gasol sono un macigno. Scade invece il contratto di Parker, nodo non da poco. In questa stagione ha dimostrato di non essere più lui, di certo nessuno penserà mai di offrirgli cifre simili a quelle percepite sinora: accetterà di rifirmare al minimo o giù di lì? E sopratutto, San Antonio sarà disposta ad offrire un nuovo contratto? Il rispetto nei confronti del campione è enorme, ma di primo acchito verrebbe da pensare che gli Spurs non abbiano intenzione di rifirmare Parker. Mills ha altri tre anni di contratto a cifre folli che si aggirano attorno ai 12 milioni, inoltre si è capito che la franchigia vuole puntare su Murray. Infine alcune player options potrebbero intasare o liberare il salary cap: Gay può firmare per 8,8 milioni, Green per 10. Al di là delle firme però, c’è una questione più ampia da valutare. San Antonio potrebbe decidere di non andare avanti con questo nucleo di giocatori, rivoluzionandolo totalmente. Avendo poco spazio per la free agency, si potrebbe imbastire una trade, ma la carne al fuoco è davvero poca. Difficilmente si troverà una squadra disposta ad accollarsi i contratti scomodi del roster di San Antonio e tenendo come punti fermi Leonard ed Aldridge, le pedine per una trade importante sembrano non esserci. Insomma, situazione a dir poco scomoda per una franchigia storica in cerca di rilancio.