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Sebastian Vettel motivato ma con i piedi per terra: il tedesco della Ferrari tra speronamenti e rumors di mercato

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AFP PHOTO / ANDREJ ISAKOVIC

Sta per iniziare a tutti gli effetti il weekend di gara di Baku. Tra non molto i piloti saliranno a bordo delle loro monoposto per la prima sessione di prove libere del Gp di Azerbaijan. Occhi puntati su Vettel e Hamilton, protagonisti assoluti della gara dell’anno scorso sul circuito cittadino di Baku per quell’ormai famosa reazione di stizza del tedesco della Ferrari nei confronti del suo avversario. Vettel, però, adesso vuole lasciarsi tutto alle spalle e non pensare più a quel brutto episodio che, a parer suo, non è il momento peggiore della sua carriera: “quella corsa il punto più basso della mia carriera in F.1? No, lo è stato il GP del Brasile 2009. Perché? Persi la speranza di vincere quel Mondiale“. Non poteva ovviamente mancare poi un commento al contatto della scorsa gara con Max Verstappen. Vettel è subito andato a chiarire col rivale olandese al termine della gara e in tantissimi si sono domandati cosa gli abbia detto:

Gli ho detto: Senti, era una gara che potevi vincere, e non l’hai vinta. Devi chiederti cosa è successo. Mi ha danneggiato, ma non credo che alla fine nessuno corra per rischiare un ritiro. In Cina non avevo intenzione di rendergli la vita difficile andando a prendere dei rischi, perché non avevo nulla da guadagnare e sapevo che mi avrebbe passato, ma non mi aspettavo certo che mi speronasse. Comunque ne abbiamo parlato, ed è tutto a posto, ho apprezzato che sia venuto da me subito dopo la gara. È una gara su 21, non è la fine del mondo, possiamo anche dire che non era il nostro giorno”.

Mentre sulla tanto chiacchierata questione… Ricciardo-Ferrari ha affermato:

Come la vedo? Eh non posso aiutarlo più di tanto, si tratta di mettere la firma su un contratto. E non posso essere io ad aiutare a farlo. Siamo stati insieme per una stagione, e non è stato un anno semplice per me. Ma è un pilota bravo, ha appena vinto in Cina”.

Infine una parentesi sulle sensazioni con le quali Vettel arriva in Azerbaijan:

Sappiamo di avere tra le mani una macchina forte e che ha il potenziale per crescere ulteriormente. Però è onesto dire che ci sono tre team che si equivalgono e che la differenza la fanno i dettagli. In Cina abbiamo dato mezzo secondo alla Mercedes in qualifica, un divario non realistico. In gara eravamo più vicini. Questa pista mi piace, ma considero il rettifilo iniziale troppo lungo, e per andarci forte bisogna avere la massima fiducia nel mezzo, anticipare i comportamenti della vettura può essere determinante. Siamo partiti bene ma è una stagione molto lunga, essere leader della classifica oggi fa bene al morale ma non garantisce nulla, anche perché c’è molto equilibrio. Il Gran Premio d’Australia era di Lewis, quello in Bahrain era nostro, mentre in Cina non sono certo di come sarebbe andata senza la safety-car..”.