peter sagan
Fabio Ferrari/LaPresse

Peter Sagan si lascia alle spalle il Giro delle Fiandre e punta la Parigi-Roubaix, la classica conosciuta come ‘Inferno del Nord’

Tirreno-Adriatico seconda tappa
Fabio Ferrari/LaPresse

Per tutto il giorno, molte nubi hanno minacciato il Giro delle Fiandre, ma alla fine è andato tutto per il meglio. La 102ª edizione del Giro delle Fiandre ha consacrato Niki Terpstra della Quick Step Floors che sul muro del Paterberg ha attaccato i suoi avversari trionfando in solitaria. Il ciclista olandese negli ultimi 10 chilometri ha realizzato una bella prestazione e questa vittoria è più che meritata. Avendo vinto questa gara solo una volta nel 2016, Peter Sagan avrebbe dovuto dare qualcosa in più in questa edizione. Il campione del mondo aveva le carte in regola per vincere il Giro delle Fiandre, ma come successo alla Milano-Sanremo è stato marcato a uomo. Daniel Oss, gregario dello slovacco, ha più volte cercato di lanciare il capitano ma senza ottenere risultati. Peter Sagan ha spiegato la sua prestazione realizzata al Giro delle Fiandre:

“è stato un Giro delle Fiandre molto duro fin dall’inizio. La Quick Step Floors, il Team Sky e la BMC  hanno avuto un buon ritmo per tutta la corsa. Sono contento della mia prestazione e del resto dei miei compagni di squadra, che erano lì, insieme a me. Ho fatto del mio meglio per colmare le lacune, ma da solo era impossibile. Ora guardo avanti a Parigi-Roubaix.