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Manuel Senni ricorda Marco Pantani: il neo corridore della Bardiani CSF racconta a SportFair le imprese preferite realizzate dal ‘Pirata’

manuel senniManuel Senni è considerato da tutti gli addetti ai lavori un corridore talentuoso. L’anno scorso ha vinto la cronosquadre con la BMC alla Volta a la Comunitat Valenciana, e per qualche giorno ha vestito anche la maglia da leader della classifica. In questa stagione l’azzurro è approdato alla Bardiani CSF, team tutto italiano. Il 2018 di Manuel Senni sarà pieno di impegni, anche se sfortunatamente il suo debutto sarà solo tra qualche settimana (il ciclista ha sofferto di mononucleosi). Tra i tanti obiettivi della Bardiani CSF per questa stagione c’è il Giro d’Italia e Manuel Senni potrebbe dire la sua in qualche tappa. Lo scalatore romagnolo è molto forte in salita e questa esperienza nel #greenteam potrà sicuramente essere molto utile per esplodere definitivamente. Ai microfoni di SportFair, il ciclista della Bardiani CSF ha parlato dei suoi sogni e soprattutto del suo idolo: Marco Pantani.

Nel 2017 hai corso con la BMC e quest’anno sei approdato alla Bardiani CSF. Come ti trovi nella squadra più italiana del ciclismo professionista?

“L’ambiente qui è molto più familiare rispetto alla BMC. Li era molto rigido e professionale, mentre qui puoi palare con i dirigenti, con gli allenatori e  con i compagni di squadra. Mi sto trovando davvero bene!”

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

“I miei obiettivi saranno la Coppi-Bartali, corsa che a cui tengo molto e soprattutto il Giro d’Italia”.

Nel 2017 hai vestito la maglia gialla alla Volta a la Comunitat Valenciana grazie ad una bellissima crono. Da tutti sei considerato uno dei talenti italiani più promettenti. Ti pesa questo appellativo?

“Non mi pesa più di tanto perché cerco di dare sempre il mio meglio, però essendo un corridore da corse a tappe non è così facile ottenere tanti successi. Con la crescita spero di mettermi sempre più in luce e di realizzare tutti i miei obiettivi”.

Quale sarà la tua corsa d’esordio?

“Dovrebbe essere il Gp di Larciano a marzo. Inizio a correre tardi perché quest’inverno a causa della mononucleosi. Ho iniziato la preparazione a gennaio con un mese di ritardo rispetto agli anni precedenti”.

Hai trovato già affinità on i tuoi compagni?

“Ci vuole un po’ di tempo ancora. Adesso stiamo facendo il primo ritiro e quindi la squadra si sta amalgamando bene, poi con le corse si creerà un bel gruppo adatto alle corse”.

A quale corridore ti ispiri?

“A me è sempre piaciuto Alberto Contador, perchè aveva più o meno le stesse caratteristiche di Pantani. Lui è stato il corridore che mi ha fatto innamorare del ciclismo”. 

Cosa ti ricordi di Marco Pantani?

“Ricordo tanto di Marco. Ero piccolino che guardavo il Giro d’Italia del 1998 quando ha vinto la maglia rosa. Avevo solo sei anni, ma ricordo bene quando ha staccato Tonkov (a Montecampione ndr), quando nel 1997 al Tour aveva vinto sull’Alpe d’Huez o dopo nel 2000 la vittoria su Armstrong. Mi ricordo anche quando io ero giovanissimo e lui tornava a casa dagli allenamenti. Io abitavo a 1 chilometro da casa sua e quando io mi allenavo lui tornava a casa. Lui ha corso da dilettante con mio padre ed è stato lui a coinvolgermi nel ciclismo”.

Quale è la tua corsa preferita?

“Sicuramente nei prossimi anni cercherò di capire finché dove posso arrivare, ma uno scalatore come me ha il sogno del Giro d’Italia. In futuro spero di poter competere per la classifica generale”. 

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