Dopo la conclusione della riunione federale, Damiano Tommasi si è scagliato contro Tavecchio per non aver rassegnato le dimissioni

LaPresse/Vincenzo Livieri

Gian Piero Ventura non è più l’allenatore dell’Italia. E’ questo il verdetto che emerge dalla riunione federale che si è conclusa pochi minuti fa a Roma: l’ormai ex ct dell’Italia non ha dunque rassegnato le proprie dimissioni per non rinunciare alla buonuscita da 700 mila euro, ma è stato licenziato dai vertici federali che, dal canto loro, hanno deciso di non abbandonare la propria poltrona. Tavecchio dunque resta a capo della Federazione, nonostante Damiano Tommasi abbia chiesto a gran voce le dimissioni ai cronisti fuori dalla Federcalcio:

“Carlo Tavecchio ci ha comunicato che non intende dimettersi dalla presidenza della Figc: noi pensiamo che non si possa non ripartire dalle elezioni ci sarà forse a breve un consiglio federale per prendere una decisione. Noi pensiamo che non si possa non ripartire dal rinnovo delle cariche. Andare ad elezioni con una progettualità più credibile, con nuove persone, non si risolvono i problemi del calcio italiano con l’esonero del ct. Altrimenti si continuerà a rigirare la stessa minestra che è rimasta indigesta a parecchi. Ancelotti? Non lo so, noi siamo andati via e non abbiamo voluto sentire altro. Qualsiasi progetto passa da un passo indietro di tutto il consiglio federale, in un paese normale succede questo. La mia prima domanda è stata sulle dimissioni, le altre componenti non hanno chiesto nulla, non abbiamo voluto sentire altro. Mi sembra non ci sia la volontà di ripartire da zero. Vedremo nel prossimo consiglio federale”.