fabio aru
LaPresse/ Marco Alpozzi

Fabio Aru pronto a dare battaglia in tutte le salite del Giro d’Italia. Il ciclista della UAE Team Emirates analizza le salite dell’edizione 101 della corsa in rosa

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LaPresse/Reuters

Fabio Aru parteciperà al Giro d’Italia, edizione numero 101. Il neo corridore dell’UAE Team Emirates, dopo l’assenza nel 2017, ha intenzione di vincere la maglia rosa (o quella per scalatori). Il ciclista sardo duellerà sicuramente con Chris Froome per la conquista della classifica generale e forse anche con Vincenzo Nibali. Il Giro d’Italia potrebbe quindi riproporre le intense emozioni viste all’ultima edizione della Vuelta di Spagna, con un’appassionante sfida a tre tra Aru, Nibali e Froome. Importante sarà la preparazione di quest’inverno per i corridori che hanno intenzione di vincere la corsa in rosa e soprattutto la scelta delle gare da correre. Infatti nella prima parte di stagione, ci saranno molte classiche importanti che potrebbero dare tanti spunti sulle condizioni dei big. Molto importante sarà quindi la Parigi-Nizza o le corse in altura in Spagna. Fabio Aru ha il compito di vincere il Giro d’Italia e di riportare la maglia rosa in Italia. La vittoria di Dumoulin l’anno scorso è stata sorprendente, ma in questa edizione il corridore della Sunweb dovrà faticare molto per riconquistare la maglia rosa. Le possibilità di vedere Fabio Aru sul gradino più alto del podio al Giro d’Italia sono alte, ma occhio a Froome e a Nibali. La maglia tricolore ha analizzato il percorso del Giro d’Italia, come riportato dalla Gazzetta dello Sport:

“nella prima parte ci sono già ascese importanti, bisognerà farsi trovare subito pronti. Le conosco quasi tutte le salite di questo Giro: penso a quelle piemontesi, ma anche a Campo Imperatore. La cronometro in Trentino mi sembra più adatta agli specialisti, non sarà il mio punto forte. Ma voglio studiare bene il tutto, abbiamo appena visto le tappe però senza entrare nei dettagli. Dovremo discuterne con la squadra, valutare bene. E’ bello che Froome abbia scelto di venire, di mettersi in gioco prima di tentare di vincere il quinto Tour. Sarà entusiasmante. Ma non sarà certo solo, al Giro i grandi campioni sono sempre venuti. E lo spettacolo non è mancato. Mai”