La riunione del 25 novembre è dedicata a Clemente Meroni, campione popolarissimo negli anni 30

Sabato 25 novembre, al palasport di Cinisello Balsamo (Milano), la Principe Boxing Events di Alessandro Cherchi e l’Opi Since 82 di Salvatore Cherchi organizzeranno un evento in collaborazione con la Società Pugilistica Rocky Marciano e il comune di Cinisello Balsamo. Nel clou, l’imbattuto peso welter Maxim Prodan (11 vittorie prima del limite e 1 pari) affronterà il serbo Zeljko Kovacevic sulla distanza delle 8 riprese. Saliranno sul ring a anche il peso superleggero Donatello Perrulli (2-0), il peso medio Samuel Nmomah (4-0), il peso massimo leggero Matteo Rondena (6-3) e i pesi supermedi Ivan Zucco (al debutto) e Vadim Gurau (3-2). La manifestazione è dedicata alla memoria di Clemente Meroni, pugile di grande valore originario di Cinisello Balsamo. “Vogliamo che i giovani conoscano un pugile che era molto popolare negli anni Trenta del Novecento – spiega il presidente della PBE Alessandro Cherchi – e che ha contribuito a fare la storia della boxe italiana diventando campione nazionale dei pesi medi e sfidando i più forti pesi medi e mediomassimi in tutta Europa. Clemente Meroni non ha mai avuto paura di combattere all’estero contro l’idolo locale e spesso aveva meno esperienza del suo avversario. Inoltre, Meroni non ha mai perso prima del limite. In definitiva, Clemente Meroni ha sempre tenuto alto il nome dell’Italia.”

Nato nel 1907 a Cinisello Balsamo, Clemente Meroni ha combattuto professionalmente in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra, Belgio, Algeria, Germania e Austria. E’ stato campione d’Italia dei pesi medi nel 1933-34 ed ha affrontato i più forti pesi medi e mediomassimi della sua epoca come il francese Marcel Thil che divenne campione del mondo dei pesi medi per l’International Boxing Union e la National Boxing Association. Quando affrontò Meroni, Marcel Thil aveva un record di 98 vittorie, 20 sconfitte e 9 pareggi. Marcel Thil divenne anche campione d’Europa dei mediomassimi. Era un’epoca in cui per i pugili era normale combattere spesso e cambiare categoria di peso. I mondiali erano sulle 15 riprese. Insomma, chi combatteva ad alto livello si trovava di fronte degli atleti fuori dal comune. Meroni chiuse la carriera nel 1936 dopo aver sostenuto 57 combattimenti: 27 vinti, 5 prima del limite, 23 persi e 7 pareggiati. La persona più adatta a parlare di Clemente Meroni è suo figlio Silvio: “Da dilettante, mio padre è diventato campione d’Italia e d’Europa dei pesi mediomassimi ed è stato convocato in nazionale come riserva alle Olimpiadi svoltesi nel 1928 ad Amsterdam in Olanda. Conservo molti articoli che parlano della carriera di mio padre. Un giornalista scrisse che fu un errore non far combattere mio padre alle Olimpiadi perché nella sua categoria di peso non vincemmo nessuna medaglia. Vincemmo l’oro nei pesi medi con Piero Toscani, nei pesi leggeri con Carlo Orlandi e nei pesi gallo con Vittorio Tamagnini, ma nei mediomassimi trionfò  l’argentino Victor Avendano. Quando partecipò ai campionati europei a Budapest (Ungheria), mio padre era nei bersaglieri e fece un accordo con il suo superiore: se avesse vinto la medaglia d’oro, avrebbe avuto dodici giorni di licenza. E così fu. Da professionista, mio padre è diventato campione d’Italia dei pesi medi nel febbraio 1933 superando il suo fraterno amico Oddone Piazza. Ha difeso il titolo contro Tino Rolando e Oddone Piazza. Lo ha perso contro Aldo Menabeni. Il numero delle sconfitte di mio padre è alto per due motivi: in quel periodo i più forti pesi medi e mediomassimi erano in Europa e mio padre non ha mai avuto problemi a combattere contro di loro a casa loro. Rifiutare una sfida non faceva parte della sua mentalità. A suo parere, i più forti che ha incontrato erano il britannico Archie Sexton, il cubano Kid Tunero, il belga Gustave Roth, il francese Marcel Thil e lo spagnolo Ignacio Ara. Dopo il combattimento contro Marcel Thil, mia madre disse a mio padre ‘Mi avevi detto di aver trovato la strada per arrivare a Marcel Thil. Sarebbe
stato meglio se l’avessi persa!”. Mio padre faceva molta fatica a rimanere nel limite dei pesi medi, ripeteva spesso che riusciva a scendere sotto il limite grazie a dei lunghi allenamenti di salto alla corda. Se non avesse raggiunto il peso contrattuale, avrebbe dovuto pagare delle multe salatissime. Per questo motivo, mio padre ha combattuto spesso nei pesi mediomassimi. Negli anni Trenta, mio padre era tanto popolare che la Gazzetta dello Sport gli dedico la copertina di un volume della collana ‘Campioni del giorno’ che era pubblicato tre volte al mese e costava 50 centesimi. Altri campioni a cui la Gazzetta dedicò la copertina di quei volumi furono Giuseppe Meazza, Primo Carnera, Tazio Nuvolari e Costante Girardengo. Mio padre si ritirò nel 1936 per il distacco della retina. Ebbe problemi ad entrambi gli occhi, ma poi li risolse e lavorò come operaio fino al pensionamento. Morì nel 1987 a 80 anni.” Il palasport Salvador Allende si trova in Via XXV Aprile n.5 a Cinisello Balsamo. Chi arriva da Milano con i mezzi, può prendere la linea 1 della metropolitana e scendere a Sesto F.S. dove troverà l’autobus 729 che lo porterà in soli 9 minuti a Cinisello (scendere in Via Martinelli e prendere il tram 31). La manifestazione inizierà alle 19.00. I biglietti costano 15 Euro (tribuna) e 25 Euro (parterre). Sono disponibili presso l’Opi Gym (telefono 02-89452029) e la Società Pugilistica Rocky Marciano (sito internet www.sp-rockymarciano.it.).