Maio Meregalli

Maio Meregalli con i piedi per terra dopo il deludente Gp d’Austria e la giornata di test privati a Misano: il team director Yamaha stupito dalle capacità di Valentino Rossi

La MotoGp torna protagonista dopo una settimana di pausa successiva ai due appuntamenti consecutivi in Repubblica Ceca e in Austria. Alcuni piloti, tra cui quelli Yamaha, Honda e Ducati, hanno disputato una giornata di test privati a Misano, utile non solo per l’appuntamento del 10 settembre a San Marino, ma anche per il weekend di Silverstone.

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La gara britannica sarà fondamentale per Rossi e Vinales dopo la debacle del Red Bull Ring. Un inizio di stagione scoppiettante per il team di Iwata che ha però dovuto fare i conti con diversi problemi: “i test invernali e le prime gare hanno confermato la bontà del lavoro invernale dei nostri ingegneri. Le prime difficoltà sono sorte a Jerez, dove grip della pista, temperatura e la scelta sbagliata della gomma anteriore hanno evidenziato un problema mai sorto prima, lo scarso grip al posteriore. Idem a Barcellona, in condizioni simili. A questo aggiungiamo la scelta di Michelin, dopo alcune gare, di introdurre pneumatici con una nuova carcassa che, per le caratteristiche della nostra moto, a volte ha acuito i nostri problemi. E pure noi abbiamo commesso qualche errore, soprattutto di strategia in alcune gare“, ha raccontato Maio Meregalli in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

Dopo il weekend di Barcellona e i test del lunedì al Montelò, i piloti Yamaha, in particolar modo Valentino Rossi, sembravano fiduciosi, grazie all’arrivo del nuovo telaio: “lo abbiamo provato nei test di Barcellona e il commento dei piloti è stato molto positivo, così come il riscontro cronometrico. La scelta è stata confermata dal successo di Valentino ad Assen. Ma non è stato sufficiente a risolvere i problemi, inaspettati, verificatisi in Germania e Austria“, ha continuato il team director Yamaha.

I nostri ingegneri non hanno mai smesso di lavorare. A Misano ci siamo concentrati soprattutto sull’elettronica, per migliorare il controllo di trazione. Il fiore all’occhiello della M1 è la ciclistica, in continua evoluzione, area nella quale continueremo a concentrarci. Onestamente preferisco aspettare le prossime due gare, Silverstone e Misano. Anche a Brno il test era andato bene, poi in Austria abbiamo sofferto. A Misano siamo stati veloci e costanti con gomme di tanti giri, ma resto prudente” ha continuato Meregalli.

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Siamo passati dall’entusiasmo per le 2 vittorie di Maverick nelle prime 3 gare, allo sconforto di Jerez. Quello è stato il campanello di allarme, poi diventato “sirena” a Barcellona. È un campionato ricco di incognite e imprevisti che hanno scombinato i piani e i programmi di quasi tutte le Case, ma non c’è tempo per essere “sorpresi”“, ha ammesso il team manager della Casa di Iwata prima di commentare lo splendido traguardo di 300 gare nella classe regina di Valentino Rossi: “per me non sono i 300, ma come li fa, a renderlo unico. Da fuori forse non ci si rende conto, ma la maniacalità, la capacità di analizzare il minimo dettaglio e la passione, non smettono di sorprendermi. Secondo me arriva anche a 400 Gp totali“, ha concluso Meregalli, anche se per questo record pazzesco il Dottore dovrebbe correre anche nel 2019. Parole che sicuramente fanno sognare tutti i tifosi di Valentino Rossi.