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Giuseppe Martinelli, DS dell’Astana, difende la strategia usata nella 18ª tappa del Tour de France. Fabio Aru è giunto staccato sul Colle dell’Izoard

LaPresse/Reuters

Giuseppe Martinelli non ci sta e rimbalza le critiche piombate sull’Astana a causa della strategia usata durante la salita sul Colle dell’Izoard. La squadra kazaka durante la 18ª tappa del Tour de France ha mandato 3 uomini all’attacco lasciando solo Fabio Aru ad attaccare Froome, Bardet, Landa e Rigoberto Uran. Tattica suicida che ha portato il sardo a perdere la possibilità di andare a podio in questa edizione della Grande Boucle. Noi conoscevamo già il problema di Aru, che poteva essere anche più grave di quello che è stato – ha dichiarato Martinelli ai microfoni RAI – Si sarebbe potuto anche staccare sul Vars, quindi noi volevamo portare più uomini possibile a superare il Vars per poterlo aiutare e difendere, anche nella pianura successiva”.

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Alexey Lutsenko era all’attacco sull’Izoard per conquistare la tappa, ma l’ucraino è stato ripreso da Barguil nei chilometri finali. Martinelli ha spiegato questa azione: “credo che in una squadra ci sia il capitano, ma ci son anche altri corridori – ha concluso -. Abbiamo lasciato Lutsenko libero nel finale perché Fabio era coperto. Non penso che Alexey avrebbe potuto aiutare Fabio. Cosa avrebbe potuto fare Lutsenko nel finale per Fabio? Magari tirare per 50 metri, ma se Lutsenko riesce a stare con Fabio in salita vuol dire che c’è qualcosa che non va”.

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