LaPresse/Belen Sivori

Giacomo Nizzolo è pronto a pedalare al Giro d’Italia, anche se la tragedia della morte di Michele Scarponi lo ha sconvolto

giacomo nizzolo maglia tricolore3Mancano 5 giorni all’inizio del Giro d’Italia. Le squadre stanno ultimando i roster e i ciclisti sono pronti al grande evento in rosa. Tra i corridori ci sarà a anche Giacomo Nizzolo, ciclista della Trek Segafredo e campione d’Italia in carica. A gennaio la partecipazione di del corridore italiano non era per nulla scontata: la tendinite lo ha costretto a saltare tutte le gare invernali. Soltanto al Giro di Croazia è riuscito ad essere in sella e cominciare la stagione con 5 mesi di ritardo dagli altri corridori.

“Non voglio fare il fenomeno, ma il solo fatto di essere al via è un mezzo miracolo sportivo. A un certo punto non riuscivo più a capire da che parte girarmi. Pensavo di essere a posto, risalivo in bici e il dolore si riproponeva – ha dichiarato Nizzolo come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Quando sono andato al centro di Fabrizio Borra, pensavo di essere quasi alla fine del problema e invece era come se fossi all’inizio. Mi hanno aiutato in tanti, ci ho messo del mio, ma di sicuro il suo aiuto è stato fondamentale”.

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Giacomo Nizzolo è il campione in carica della maglia a punti (ciclamino), ma in questa edizione sarà difficile rivincerla. La poca preparazione e i pochi chilometri disputati in questa stagione hanno reso complicata la strategia per vincere la classifica a punti. Il corridore della Trek Segafredo cercherà comunque di conquistare la maglia ciclamino: “darò il 110 per cento ad ogni tappa, ma il Giro è un palcoscenico esigente e dovrò capire a che punto sono. I presupposti rispetto agli ultimi anni sono radicalmente differenti – ha continuato – Al Giro 2015 arrivai con 29 giorni di gara nelle gambe, a quello del 2016 con 25. Stavolta ne ho 6, cambia tutto“.

Da quest’anno il colore della maglia a punti è cambiato. Dal rosso fuoco si è tornato al ciclamino (storico colore del Giro d’Italia). Nizzolo dice la sua su questa variazione. “beh, alla maglia rossa ero legato per i due successi, magari rimarrò l’ultimo ad averla vinta. Il ritorno al ciclamino mi fa piacere, quando mi sono appassionato al ciclismo questa casacca era così”. Infine il ciclista ricorda Michele Scarponi raccontando le sue sensazioni: “non eravamo mai stati compagni, non eravamo amici, ma lo scambio di battute in gruppo non mancava mai. È una tragedia che mi ha sconvolto. Mi sono chiesto il perché, ma non c’è una spiegazione se non in una parola: destino”.