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Giuseppe Saronni, General Manager della UAE Team Emirates, è uno tra gli sportivi più amati di sempre. Ai microfoni di SportFair ha raccontato l’entusiasmo intorno alla squadra e dei suoi campioni e la storica rivalità con Moser

Beppe Saronni, General Manager della UAE Team Emirates, si gode un grande inizio di stagione per il team arabo. Dopo un fine 2016 turbolento, l’ex campione del mondo su strada può guardare al futuro con gioia. L’Uae Team Emirates sta disputando un’ottima prima parte di stagione, ha già colto grosse soddisfazioni con Diego Ulissi e Alberto Rui Costa vincendo gare prestigiose. La grande sportività di Saronni è nota a tutti e ai microfoni di SportFair ha raccontato del momento della squadra, di Rui Costa e Ulissi, della Tirreno-Adriatico e del Giro d’Italia. Ecco la nostra intervista.

Intorno la squadra c’è grande entusiasmo e le vittorie sono arrivate subito. Se lo aspettava dopo quello che è successo alla fine dello scorso anno?

“Il valore sportivo della squadra non è stato intaccato dai momenti di incertezza che hanno caratterizzato il nostro inverno. Conosciamo le qualità dei nostri corridori, i quali hanno vissuto serenamente l’evoluzione delle sponsorizzazioni della squadra, dando a tutta la dirigenza tanta fiducia e uno stimolo ancora più grande per delineare una configurazione del team per il 2017 di alto livello”.

Alberto Rui Costa è in splendida forma. Quali sono i programmi per il portoghese in questa stagione?

Il campione del mondo di Firenze 2013 non aveva mai iniziato così presto le sue stagioni agonistiche come quest’anno, andando a correre già a metà gennaio in Argentina. Effettivamente, ha dimostrato subito di essere competitivo e ha rotto il ghiaccio presto con una bella vittoria: è stata importante per Rui dal punto di vista morale, dato che nel 2016 ha ottenuto tanti ottimi piazzamenti, mancando però l’appuntamento con il successo. In questa stagione si confronterà ancora con le classiche delle Ardenne, poi debutterà al Giro d’Italia, una sfida che lo affascina: è contento di poter correre per la prima volta il Giro proprio nell’anno della 100ª edizione”.

La vittoria di Ulissi ha fatto riscoprire il gran talento che è in lui. Sarà protagonista nelle classiche o per le grandi corse a tappe?

Diego è un talento nato, ha sempre vinto in tutte le categorie e anche al passaggio nel professionismo ha saputo imporsi subito. Ora è atteso a un successo di gran peso: è il suo obiettivo, ha raggiunto una maturità tale da poter ambire a una grande corsa quale una classica”.

Quali sono i programmi principali della UAE Emirates Team?

“Il nome della squadra è UAE Team Emirates: rappresentiamo la passione e la voglia di crescita in ambito ciclistico di un’intera Nazione, supportata da uno sponsor di altissimo livello quale la compagnia aerea Emirates. Questo è uno stimolo ma, al contempo, una responsabilità: l’obiettivo è dimostrare in ogni frangente di corsa e al di fuori delle gare di essere una squadra unita, che offre una bella immagine del ciclismo, e di lottare per tutti i traguardi ai quali possiamo ambire”.

Che ricordo ha della Famiglia Galbusera?

“Il rapporto con la famiglia Galbusera è stato per più di due decenni di grande stima e ha portato reciproche soddisfazioni. Lampre ha dato tanto al ciclismo e ha ricevuto tanto“.

Qual è il ciclista che più le assomiglia?

“Spesso viene proposto questo esercizio di comparazione, ma è difficile trovare un corridore che ricalchi le caratteristiche, le qualità ciclistiche e il carattere di un altro. Dei corridori dell’UAE Team Emirates, il più vicino alle mie attitudini ciclistiche è il giovane neo-professionista Simone Consonni: veloce, potente, resistente anche sui percorsi più impegnativi. Il paragone va comunque riportato nei termini di un grosso cambiamento nel ciclismo tra quando correvo io e il ciclismo attuale”.

Durante la sua carriera, Moser è stato il rivale numero 1. Che ricordi ha di quella sfida?

È una sfida che ha fatto bene a tutto il ciclismo, in termini di popolarità e di passione. Era una sfida vera, non costruita, tra due corridori diversi nel modo di correre e nel carattere. Penso sia vero che sia Francesco che io abbiamo tratto forza reciproca dal volere prevalere sull’avversario”.

La sua ultima vittoria in carriera è stata al Giro di Reggio Calabria. Che ricordi ha di quella gara e di quella città che quest’anno ospiterà di nuovo dopo molto tempo li Giro d’Italia?

Nella mia carriera di corridore e poi da manager, ho visto tante città in tutto il mondo, ma di alcuni luoghi rimangono dei ricordi più vividi rispetto ad altri. A Reggio Calabria è legata la mia ultima vittoria, ottenuta in una città che offre uno scenario meraviglioso. Se gli impegni da manager me lo consentiranno, spero proprio di poter essere al seguito della squadra durante il Giro d’Italia e poter così tornare a Reggio Calabria“.

Chi è il suo favorito per il Giro d’Italia?

Nibali, in quanto campione uscente, parte con i favori del pronostico, ma sono curioso di vedere a che livelli verrà portare la sfida al campione da Fabio Aru“.

Cosa si aspetta da questa Tirreno-Adriatico?

“La Tirreno-Adriatico ha sempre offerto importanti indicazioni in vista della Milano-Sanremo, in più da qualche anno, con il discorso dei punti del World Tour, tutti i migliori corridori cercano già il risultato sulle strade italiane. Il livello qualitativo è altissimo, per noi sarà interessante vedere se Rui Costa ha smaltito l’attacco influenzale che lo ha colpito dopo l’Abu Dhabi Tour“.