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Dopo la discesa libera dei Mondiali di St. Moritz, Peter Fill e Dominik Paris esprimono tutto il proprio rammarico

Beat Feuz era il favorito e Beat Feuz ha vinto. Davanti al pubblico di casa esultante, l’elvetico conquista la medaglia d’oro in una gara a due volti, in cui l’uscita del sole e il velocizzarsi della neve hanno dato vantaggio agli scesi dopo il 10.

LaPresse/ Erich Spiess
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Non per niente, dietro a Feuz (13), c’è il canadese Erik Guay, in argento dopo l’oro del superG (17), e poi Max Franz (18), racchiusi in 37 centesimi. Poi i distacchi sono risicatissimi fino al 20/o posto di Mattia Casse, staccato di 1″30. Il migliore azzurro è Peter Fill, sceso con il numero 7, e piazzatosi al nono posto con 65 centesimi di distacco dal vincitore. “Ho sciato bene – sottolinea lo sciatore azzurro – ho fatto un piccolo errore in mezzo ma ci sta quando si vuole attaccare al massimo. Sono dispiaciuto perché ho fatto una scelta sbagliata dei numeri. Non abbiamo sbagliato altro. Ci vuole anche un po’ di fortuna e certamente oggi noi di fortuna non ne abbiamo avuta“. Tredicesimo è Dominik Paris: c‘era un po’ di nebbia fino al primo salto, ma poi si vedeva bene. Ho fatto bene, le sensazioni erano buone e sono abbastanza contento. Sembra che non fosse la mia pista, ma ci ho provato. La pista si è velocizzata, ma sarebbe anche potuto succedere il contrario. Farò la combinata, anche se lo slalom per me non è più semplice che il superG e la discesa per cercare una medaglia. Ma vedremo cosa succederà domani“.