Pizzaiolo, lavavetri e mendicante: la storia di Beiranvand, il portiere che ha fermato Cristiano Ronaldo

  • LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

    LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

  • LaPresse / AFP PHOTO / Jack GUEZ

    LaPresse / AFP PHOTO / Jack GUEZ

  • LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

    LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

  • LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

    LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

  • LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

    LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

  • LaPresse / AFP PHOTO / Jack GUEZ

    LaPresse / AFP PHOTO / Jack GUEZ

  • LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

    LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

  • LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

    LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

  • LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

    LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

  • LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

    LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

/

Povertà e miseria, ma con un sogno mai abbandonato: la storia di Alireza Beiranvand, il portiere dell’Iran che ha parato un rigore a Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo sbuffa dagli 11 metri, lo sguardo è il solito, quello che con la spocchia del campione pensa già a come esultare. Fischio, rincorsa, tiro e… parata! Il portiere dell’Iran para il calcio di rigore che avrebbe consegnato al Portogallo, Campione d’Europa in carica e super favorito, la vittoria e il primo posto nel girone.

Alizera Beiranvand

LaPresse / AFP PHOTO / Mladen ANTONOV

Alizera Beiranvand abbraccia il pallone dopo la parata, una scena quasi tenera. Del resto quel pallone è la cosa più cara che ha al mondo. Lui che da piccolo ha conosciuto la povertà e si è guadagnato da vivere da solo. Il tutto senza abbandonare mai il suo sogno, anche quando il padre gli strappava i guanti da portiere perché non voleva gestire il gregge di famiglia e preferiva le partitelle con gli altri bambini. A 16 anni la fuga, l’addio alla propria famiglia e la voglia di diventare un grande portiere, un giorno. Non avere un soldo in tasca non era un problema, lo sarebbe diventato di lì a poco.

Alizera Beiranvand

LaPresse / AFP PHOTO / Filippo MONTEFORTE

Beiranvand con le sue mani ha impastato la pizza nei locali di Teheran, ha lavato i vetri delle macchine e ha cucito i vestiti dei clienti improvvisandosi sarto. Poi un giorno la prospettiva di una svolta: sull’autobus lo nota un allenatore che gli offre un posto in squadra e un rimborso spese. Il tutto per pochi spiccioli, troppo pochi per evitare di ritrovarsi a dormire in strada, come un senzatetto.

Alizera Beiranvand

LaPresse / AFP PHOTO / Jack GUEZ

Poi un’altra svolta, questa volta quella vera. Nel 2013 il Naft Tehran lo prende nelle sue giovanili e nel corso del tempo Beiranvand diventa professionista. Nel 2016 si trasferisce poi al Persepolis, uno dei principali team dell’Iran grazie al quale si conquista la possibilità di giocare il Mondiale. Ieri sera il motivo per cui tutto il passato di fame e povertà ha avuto senso: le mani su quel rigore calciato da Cristiano Ronaldo, bello, ricco e famoso, quanto di più lontano ci possa essere dal suo vissuto. Ha fatto il pastore, il pizzaiolo, il lavavetri, il sarto e anche il mendicante, ma ieri notte Alizera Beiranvand ha dimostrato che il ruolo di portiere è quello a cui era destinato da sempre.

Valuta questo articolo

3.0/5 da 1 voto.
Please wait...


FotoGallery