Donna, bomber e… interista! Regina Baresi a SportFair: il lato femminile del calcio, grinta e dolcezza contro i pregiudizi

Credits: Instagram @Reginabaresi9

SportFair ha avuto il piacere di intervistare Regina Baresi, attaccante e capitano dell’Inter Women: fra un aspetto e l’altro della sua vita sportiva e della sua infanzia, la calciatrice nerazzurra ha tracciato un quadro ben preciso del calcio femminile italiano

Lunghi capelli castani, viso che trasmette femminilità e negli occhi il riflesso di un carattere battagliero. Indosso una maglia a strisce verticali, una nera e una azzurra e uno stemma inconfondibile per ogni tifoso di calcio italiano. Su di essa un cognome impresso nella storia calcistica “Baresi“, accompagnato da un nome che la eleva fra le altre: ‘Regina‘. Ma guai a chiamarla ‘maestà‘!

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Regina Baresi, bomber e capitano dell’Inter Women, è più una ‘guerriera‘, abituata a guadagnarsi sul campo e con il sudore, ogni singolo traguardo conquistato nella sua vita sportiva e non. Lei che giornalmente combatte, tanto sui tacchi quanto sui tacchetti, con i pregiudizi dell’essere donna e calciatrice, binomio poco avvezzo al panorama italiano e, come se non bastasse, porta sulle spalle (e non solo dietro la maglia) un cognome importante.

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Noi di SportFair abbiamo avuto il piacere di intervistarla, tracciando insieme a lei un percorso che parte dalla sua vita, si snoda attraverso la sua passione e si intreccia con il panorama calcistico femminile italiano. Per rompere il ghiaccio, abbiamo deciso di dare inizio alla nostra intervista con una domanda introduttiva che ha permesso a Regina Baresi di descrivere un po’ quelle che sono le sue due anime: la Regina calciatrice e la Regina donna nella vita di tutti i giorni: “entrambe fanno parte di me: “in campo sono calciatrice al 100%, competitiva e senza la paura di spettinarmi, far fatica o sporcarmi la divisa. Al di fuori, mi piace anche vestirmi sportiva ma soprattutto far vedere il mio lato femminile, truccandomi il giusto quando necessario e soprattutto dimostrando di esserlo nel modo di comportarmi, vestirmi e di essere.

Combattiva e grintosa in campo, senza mai perdere la propria femminilità. Una ragazza, talentuosa e bella, stregata dalla passione per il pallone, nata da bambina: “non ho un primo ricordo specifico, probabilmente è una passione che c’è sempre stata, inevitabilmente trasmessa dal papà e poi cresciuta ogni giorno dentro di me. È da sempre che gioco, in casa con mio fratello, all’oratorio o al parco, fino ad aver iniziato seriamente a 12 anni”.

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A proposito di papà… ma anche di zio! Per tutti gli appassionati di calcio, in particolare interisti e milanisti, ma anche per ogni tifoso che ha avuto modo di ammirare Giuseppe e Franco Baresi, rispettivamente il papà e lo zio di Regina, il cognome ‘Baresi‘ ha un’importanza a dir poco storica. Importanza, ma soprattutto un’etichetta, con le quali Regina ha imparato a convivere, dimostrando anche le proprie qualità al di là di cognomi e discendenze: “togliersi l’etichetta penso sia impossibile, ho imparato a conviverci nel migliore dei modi. È un orgoglio per me avere questo cognome, per tutto quello che hanno fatto papà e zio nel calcio italiano. Allo stesso tempo sento anche la responsabilità e il dovere, forse, di dover dimostrare ogni volta qualcosa in più delle altre. Papà viene a vedermi quando riesce e dall’alto della sua esperienza mi dà spesso consigli che per me sono molto importanti.

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Regina continua a fare sempre tesoro dei consigli ‘in famiglia’, ma poi sul campo entra in gioco lei. Sicuramente avere due difensori esperti in famiglia ha potuto darle una ‘prospettiva’ differente del ruolo dell’attaccante, ma la fame di gol e il killer instinct, quelli non si insegnano. Regina deve fare a modo suo. Per tutto il resto, ammette di ispirarsi a Mauro Icardi che, insieme a Ronaldo (il Fenomeno eh!), è il suo idolo: “da sempre amo Ronaldo. Ora mi ispiro a Icardi – al di là che sia un giocatore dell’Inter e quindi potrei risultare di parte -, penso sia in questo momento l’attaccante più forte, soprattutto all’interno dell’area di rigore. Osservo molto i suoi movimenti, ho molto da migliorare e imparare“.

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Lasciando il calcio maschile ed addentrandoci nella sua controparte femminile, è inevitabile ancora, purtroppo, nel 2018, scontrarci con la parola ‘pregiudizi‘. Abbiamo chiesto a Regina Baresi, in qualità di donna e calciatrice, di smentire un pregiudizio che proprio non sopporta: “in Italia c’è semplicemente stata fino ad ora troppa poca considerazione verso il calcio femminile, perché considerato uno sport esclusivamente maschile. Per fortuna nell’ultimo periodo stiamo vedendo  un miglioramento da questo punto di vista: sembra si stiano aprendo un po’ gli orizzonti e spero vada sempre meglio. Il pregiudizio principale da sconfiggere è che una donna che gioca a calcio sia paragonata per forza di cose ad un maschio. Non è così e io ho sempre cercato di farlo capire: una donna è più o meno “femminile” indipendentemente dallo sport che pratica. Le calciatrici conservano il loro lato femminile a prescindere da tutto”.

Non solo pregiudizi dunque, Regina ha parlato anche di scarsa (ma fortunatamente crescente) considerazione. Il calcio femminile in Italia è ancora ben lontano da diverse controparti europee e mondiali. Un’arretratezza sportiva e culturale tutta nostrana, che fa impallidire di fronte a grandi realtà come quella statunitense, nella quale il calcio femminile è addirittura più importante di quello maschile! Regina Baresi resta comunque fiduciosa per il futuro: “negli USA sembra di essere in un altro pianeta, è addirittura più seguito il calcio femminile di quello maschile. E’ un traguardo che per il nostro paese penso sia impossibile da raggiungere. Sicuramente l’affiliazione con i club professionistici maschili in Italia sta aiutando tanto la crescita del movimento femminile, la passione e la determinazione non mancano per migliorare il livello, ma non bastano. Però siamo sulla strada giusta, ci vuole tanta pazienza“.

Restando sempre nel panorama italiano, Regina è il simbolo dell‘Inter Women, società il cui titolo è stato recentemente acquistato dall’FC Internazionale Milano (la società maschile dell’Inter, ndr). Un importante passo in avanti per l’Inter che si è voluta mettere al passo con diversi top club italiani ed europei, istituendo la propria squadra femminile. Un progetto del quale Regina Baresi si sente orgogliosa di far parte, mostrandosi anche consapevole degli obiettivi che una maglia pesante come quella dell’Inter porta con sè: “siamo molto orgogliose di essere protagoniste di questo progetto, entrare a far parte di un club prestigioso come l’Inter è un passo avanti e un bel segnale che dimostra l’importanza data dalla società nerazzurra al movimento femminile. L’Inter è da sempre una società che punta al meglio e soprattutto abituata a lavorare per il raggiungimento di grandi obiettivi, così faremo anche noi. Daremo il nostro massimo, per la società che sta credendo in noi e per onorare sempre la maglia che indossiamo“.

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Dalle parole di Regina, si può tranquillamente capire come sia la passione, la forza motrice capace di alimentare i propri sogni e far raggiungere obiettivi e traguardi che ogni persona si pone, anche e soprattutto in ambito sportivo. Abbiamo dunque chiesto alla n°9 nerazzurra di lanciare un messaggio a tutti i genitori, che sempre più spesso si trovano ‘dubbiosi’ davanti alla scelta di assecondare o meno la passione verso il calcio (da giocare) delle proprie figlie. Regina ci ha risposto: “il calcio è uno sport come tutti gli altri, anzi è lo sport più bello del mondo e soprattutto aperto a tutti. Se una bambina ha la passione per il calcio è giusto che questa venga coltivata e non considerata inadeguata. La passione è qualcosa che rimane per sempre. Quindi a tutti i genitori dico di non lasciarsi condizionare o frenare ancora dai pregiudizi esistenti, ma di lasciar seguire alle proprie figlie ciò che realmente amano fare. Questo è il modo migliore per vedere felici i propri bambini. Che sia su un campo di calcio o in una palestra questo non fa differenza, la passione deve vincere“.

L’ultima domanda, abbiamo deciso di lasciarvela leggere senza alcun ‘filtro’ introduttivo, diretta, per far concentrare l’intera attenzione sulla bellezza della risposta. “Se una giovane calciatrice dicesse: ‘il mio idolo non è né Cristiano Ronaldo né Messi, il mio idolo è Regina Baresi!”, cosa proveresti?’.

Non potrei che essere super felice: già adesso sento di essere un esempio per tante bambine e questo per me è un motivo di orgoglio, oltre che una bellissima e grande responsabilità“. 

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