Rese ed errori, l’atteggiamento di Vettel è da perdente

Photo4/LaPresse

La resa incondizionata di Vettel durante il Gp di Singapore non lascia spazio a dubbi, con questo comportamento il Mondiale resterà a lungo utopia

Così non va, il modo per vincere il titolo mondiale non è certamente quello messo in mostra da Vettel e la Ferrari, costretti ad alzare bandiera bianca anche a Singapore.

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Se Hamilton non sbaglia un colpo, la pressione sta giocando un brutto scherzo a Seb, autore di una serie di errori che difficilmente gli permetteranno di centrare la quinta corona iridata della sua carriera. Impazienza, distrazione e fretta: sono questi i nemici contro cui sta lottando il tedesco in questa annata dove, pure avendo la macchina più veloce, paga 40 punti di svantaggio dal suo rivale diretto. A monoposto invertite, il Mondiale sarebbe già bello e chiuso, con Hamilton che difficilmente avrebbe regalato a Vettel tutti quei passaggi a vuoto messi in mostra dall’ex Red Bull. L’incidente in Germania, la leggerezza di Monza e la poca cattiveria di Singapore stanno lì a dimostrare come, a questo Mondiale, Seb non ci abbia mai creduto veramente. Eppure la prima parte di stagione ha senza dubbio sorriso al ferrarista, smarritosi poi nel corso dell’estate. Il successo di Spa sembrava aver riportato il sereno a Maranello, prima che la doppia debacle di Monza e Singapore scatenasse l’ennesima tempesta.

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E’ dura dirlo, ma questo Sebastian Vettel non merita di vincere il Mondiale. Troppo netto al momento il divario nei confronti di Lewis Hamilton, non tanto per i punti in classifica, quanto per la capacità di reggere una pressione che il britannico pare non avvertire proprio. Il Seb di Marina Bay ci è apparso abbacchiato e senza forze, magari sarà un’impressione, ma continuando su questa scia, il Mondiale finirà molto prima rispetto all’ultimo appuntamento di Abu Dhabi. E a sorridere, non sarà la Ferrari

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