Giro d’Italia – Aru penalizzato dal Var, l’opinione di Fabio: “vi voglio spiegare le cose”

fabio aru Foto Marco Alpozzi - LaPresse

Fabio Aru penalizzato dal Var nella cronometro individuale del Giro d’Italia 101: il sardo rispetta la decisione della giuria e spiega come sono andate le cose

E’ andata in scena ieri la cronometro individuale del Giro d’Italia 101 che ha portato i corridori da Trento a Rovereto A vincere è stato un felicissimo Rohann Dennis, che si è preso il riscatto dalla cronometro d’Israele su Tom Dumoulin. Il favorito della Sunweb si trova adesso a 56” dalla maglia rosa Simon Yates che ieri ha difeso discretamente la sua leadership. A colpire in particolar modo è stata la prestazione di Aru, che ha chiuso a soli 2” dallo specialista Froome. Nel mondo del ciclismo, però, ha introdotto un nuovo dettaglio che non lascia scampo ai corridori: il Var.

Foto Massimo Paolone – LaPresse

Così come nel calcio, anche il mondo a due ruote ha un assistente che analizza i filmati e giudica e ieri è stato Fabio Aru, insieme ad alcuni suoi compagni di squadra e altri corridori, ad essere stato beccato ‘con le mani nel sacco’. Aru è colpevole di aver preso la scia di un motociclista e per questo motivo ha ricevuto 20” di penalizzazione. “Rispetto pienamente la decisione della giuria. Però vi voglio spiegare le cose. Di “fare” la crono l’ho deciso solo mezz’ora prima di partire quando sono sceso dal bus e ho visto che c’erano un sacco di tifosi per me. Nel giorno di riposo non l’avevo proprio preparata, non siamo neanche andati a vedere il percorso. Anzi, avevo persino studiato il tempo massimo per restare dentro. Ho fatto persino 15 minuti di riscaldamento…“, ha spiegato il sardo alla ‘rosea’ .

Ho chiesto a Matxin se la potevo fare tirata e lui mi ha risposto di sì, se me la sentivo. Sono partito e ho ripreso subito Cherel, poi mi sono buttato all’inseguimento di Reichenbach. In queste situazioni davanti ci sono sempre le moto. Ma non volevo trarne un vantaggio illecito. Ci mancherebbe altro. Sulla crono ci ho lavorato per mesi, questo era un test importante e volevo mettermi alla prova. Avevo bisogno di sfogarmi“.

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