Lo strapotere degli influencer che non va giù agli “ignoranti”: performance da urlo, ecco come funziona questo nuovo mercato

ferragni LaPresse/Piergiorgio Pirrone

Youtuber, Fashion Blogger e Instagramer, la categoria degli “influencer” si arricchisce sempre più, ma c’è chi ancora non accetta queste novità nel mondo pubblicitario

C’è una nuova categoria all’interno del mondo del lavoro, che divide in maniera netta l’opinione pubblica. Stiamo parlando dei cosiddetti “influencer”, che alcuni estremisti ed ignoranti sarebbero addirittura restii a chiamare lavoratori. Ignoranti nel senso stretto del termine, ignorano il funzionamento di questo mercato che è floridissimo ed in crescita. Gli influencer fanno discutere ed anche molto. C’è infatti chi ha capito come si sviluppa tale mercato e chi proprio non accetta che qualcuno possa guadagnare promuovendo marchi e prodotti anche solo grazie ad un post su Instagram. Ma andiamo con ordine, chi sono gli influencer? Youtuber, Fashion Blogger e Instagramer, uomini e donne che dominano sul web grazie alla forza mediatica data da milioni di followers. Definiti stupidi ed inutili dagli haters, tali influencer sono però spesso persone molto acute, capaci di far diventare la passione per la moda (ad esempio) un vero e proprio lavoro. Parlando di numeri, The Economist ha stilato una sorta di classifica dei social network, con relativi compensi elargiti da parte delle grandi aziende in base al numero di followers:

Youtube: guadagno medio per video in base al numero dei followers

100k-500k: 12,500 dollari
500k-1m: 25.000 dollari
1m-3m: 125.000 dollari
3m-7m: 187.000 dollari
Oltre 7m: 300.000 dollari

Facebook: guadagno medio per post in base al numero dei followers

100k-500k: 6.250 dollari
500k-1m: 12.500 dollari
1m-3m: 62.500 dollari
3m-7m: 93.750 dollari
Oltre 7m: 187.500 dollari

Instagram: guadagno medio per post in base al numero dei followers

100k-500k: 5.000 dollari
500k-1m: 10.000 dollari
1m-3m: 50.000 dollari
3m-7m: 75.000 dollari
Oltre 7m: 150.000 dollari

Twitter: guadagno medio per singolo post in base al numero dei followers

100k-500k: 2000 dollari
500k-1m: 4000 dollari
1m-3m: 20.000 dollari
3m-7m: 30.000 dollari
Oltre 7m: 60.000 dollari

Poi ci sono vip fuori categoria come Cristiano Ronaldo, 175 milioni di followers su Instagram e circa 350.000 euro a post ed altre personalità di spessore come Hamilton, Gigi Hadid, Kim Kardashian… non degli influencer di professione, ma all’occorrenza si fa il “sacrificio”. Insomma, lauti compensi per pubblicare un post su Instagram taggandosi in qualche luogo particolare o più semplicemente indossando qualche capo d’abbigliamento specifico citandone la griffe. Spesso come detto si crea una sorta di rivolta popolare sul web alla lettura dei guadagni di queste star dei social. Ma prima di pensare a quanto guadagnano le fashion blogger, bisognerebbe porsi un altro quesito: quanto fanno guadagnare alle aziende sponsorizzate? I grandi marchi della moda, delle automobili, del turismo, di certo non sono gestiti da stupidi e se decidono di investire sulla Chiara Biasi di turno, state certi che avranno un ritorno considerevole. Il perchè di tutto ciò è molto semplice. Si chiamano influencer proprio però capaci di influenzare in un certo senso le scelte del “popolo del web”. Le ragazze vorranno la stessa gonna vista ad una sfilata indossata da una qualsivoglia Instagramer, Formentera diventa “in” perchè frequentata da diversi personaggi famosi e così via. L’influencer funziona eccome dal punto di vista del marketing, perchè permette in maniera abbastanza facile di impattare un pubblico specifico in maniera molto “precisa”. Spieghiamo meglio. Esiste un target di persone che seguono Chiara Ferragni (per citare un’altra nota influencer italiana), donne interessate alla moda, che spesso e volentieri seguono le nuove tendenze ed acquistano via internet nuovi prodotti. Per un’azienda investire sulla Ferragni è il metodo pubblicitario che dà maggiori garanzie di impattare un pubblico interessato al prodotto. Se una pubblicità in tv può esser vista da diversi utenti totalmente disinteressati, una pubblicità sull’account di un influencer avrà una percentuale di coinvolgimento molto più elevata. Come si può notare dal grafico in foto, il numero di post sponsorizzati su Instagram è salito dai 50 mila al mese del 2013 agli oltre 400 mila mensili dei giorni d’oggi.

Nonostante i numeri eclatanti sopra elencati, c’è ancora chi non riesce a credere nella capacità di influenzare il pensiero e le scelte altrui attraverso i social network. Bene, per coloro i quali sono ancora scettici, è venuto fuori un nuovo scandalo che ha travolto Facebook che non lascia spazio a molte interpretazioni. Attraverso una sorta di lavaggio del cervello mediatico, si contesta l’uso scorretto di un’enorme quantità di dati in possesso di Facebook, da parte di Cambridge Analytica per condizionare le presidenziali statunitensi e il referendum su Brexit nel Regno Unito. Ora, la domanda che poniamo all’attenzione degli scettici è la seguente, se attraverso i social è possibile condizionare il voto americano, è davvero così strano pensare che le grandi griffe possano condizionare diverse donne nella scelta di un paio di scarpe? Insomma, i follower seguono la scia degli influencer e gli haters contribuiscono a creare un personaggio, nel bene o nel male. Tante le critiche alla Ferragni nelle ultime settimane per l’esposizione mediatica del neonato Leone, ma Chiara da tutto ciò ne uscirà rafforzatissima. L’influencer marketing funziona per le aziende, per i blogger ed anche per gli utenti che si ritrovano sui propri account le ultime novità in base ai singoli interessi. Tale mercato è valutato attorno ad un miliardo di dollari, ma si stima che possa arrivare attorno ai 7 miliardi già nel 2020. Si tratta della nuova frontiera della pubblicità, gli scettici se ne facciano una ragione.

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About Francesco Gregorace (9968 Articles)
Nato a Reggio Calabria il 28 maggio del 1987, giornalista pubblicista dall'anno 2017


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