Atletica – Mondiali Londra 2017, niente finale per Alessia Trost: “incapace a gestire la gara a livello emotivo”

Alessia Trost non riesce a staccare il pass per la finale di salto in alto ai Mondiali di Londra 2017

E’ tornato il sole a Londra. Dopo il freddo diluvio di ieri, la settima giornata dei Campionati del Mondo di Londra per l’Italia va purtroppo presto in archivio senza buone notizie. Alessia Trost ed Erika Furlani non riescono a superare la qualificazione del salto in alto. La 24enne pordenonese delle Fiamme Gialle salta 1,89 alla terza prova, ma poi commette tre errori a 1,92. Misura che, all’uscita di scena dell’azzurra, spalanca le porte della finale a dodici avversarie. Soltanto 1,80, invece, per la 21enne laziale delle Fiamme Oro all’esordio in una grande rassegna. Non va meglio all’ottocentista Yusneysi Santiusti, settima in batteria con 2:02.75, non abbastanza per il passaggio al turno successivo.

E’ la prima volta che la Trost manca la qualificazione in un grande appuntamento: dal settimo posto ai Mondiali di Mosca 2013 al quinto delle Olimpiadi di Rio 2016 dopo altre cinque finali internazionali tra Europei, Europei Indoor e Mondiali al coperto. Nella stagione del cambiamento – segnata anche da alcune tristi vicende personali come la recente scomparsa del suo primo allenatore Gianfranco Chessa – è ancora “work in progress” per Alessia che dallo scorso autunno si è trasferita ad Ancona sotto la guida di Marco Tamberi. “Questa mancata finale è figlia sia di instabilità tecnica che di un’incapacità a gestire la gara a livello emotivo”. Spiega Alessia, appena uscita dalla pedana dove, fra le braccia dell’olimpionica spagnola Ruth Beitia, sono scese molte lacrime. “Alla fine servivano 3 centimetri in più o 2 errori in meno a 1,89. Alcuni salti erano molto buoni, in particolare alle misure più alte. Gli errori a 1,89 e 1,92 sono dovuti a incertezze nella velocità d’entrata e nelle distanze, e purtroppo nel finale sono tornata, quasi con un automatismo, al mio vecchio salto… che ora però non è produttivo. L’unico, minuscolo, lato positivo è che sappiamo dove abbiamo sbagliato e in che direzione andare per mettere insieme tutti i pezzi. Ma intanto è molto dura mandare giù questo risultato”.Continua l’azzurra: “È stato un anno duro e complesso per tante ragioni. Il bello dell’atletica è che ti permette di lasciare tutto da parte, di isolarti e goderti un grande stadio pieno di gente come questo di Londra. Ma non sempre è sufficiente”. Infine: “ We will be back” conclude Alessia.

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