Reggina, 11 anni dopo un’altra grande gioia il 30 Aprile: è il miracolo di Karel Zeman

LaPresse/Francesco Saya

Reggina, ancora festa il 30 Aprile per il popolo amaranto: la squadra di Zeman conquista un’insperata salvezza matematica con 2 giornate d’anticipo

La Reggio Calabria fa festa, ancora una volta, il 30 aprile. Undici anni dopo quello storico Derby dello Stretto in Serie A vinto 3-1 sul Messina sancendo la matematica salvezza della squadra allenata da Mazzarri e la contemporanea retrocessione degli odiati rivali peloritani, oggi è arrivata la salvezza aritmetica in Lega Pro, dopo un campionato molto sofferto in cui per ampi tratti questo risultato era sembrato soltanto un’illusione. Certo, non si può paragonare questa gioia a quella di 11 anni fa per il popolo amaranto, ma è un ricordo che si rinnova con ulteriori soddisfazioni, al passo con i (tristi) tempi rispetto alla gloria che fu.

Grazie al rigore realizzato da Kosnic al 93°, la Reggina ha agguantato l’Andria ottenendo così la salvezza matematica, e domenica prossima al Granillo contro la Paganese sarà solo festa. Gli amaranto, anche in caso di sconfitta, non potranno in alcun modo essere risucchiati nella zona playout, dove con ogni probabilità saranno Catanzaro, Vibonese, Melfi e Akragas Agrigento a giocarsi i due posti utili per la salvezza, con un Taranto già retrocesso clamorosamente dopo i fattacci degli ultimi mesi.

karel zemanChe la Reggina riuscisse a mantenere questa categoria, a maggior ragione senza passare dai playout e addirittura con due giornate d’anticipo, sembrava davvero un’impresa fino a qualche settimana fa. Ma anche a inizio stagione, vista la squadra allestita dalla società. Le soluzioni tecniche e tattiche le ha trovate mister Zeman, di nome Karel e figlio del più famoso Zdeněk: a Reggio Calabria con questa squadra ha fatto un vero e proprio miracolo. E l’ha costruito da solo, in t-shirt, con la cultura del lavoro e dell’applicazione nonostante i mugugni e gli scetticismi di una piazza molto esigente.

Le tribolazioni societarie e le incertezze sul futuro non possono far dormire sonni tranquilli al popolo amaranto, che da anni vive più che altro di nostalgia. Ma intanto oggi è 30 Aprile, e la squadra ha trovato il modo migliore per ricordare cosa significa 30 Aprile in questa città. Undici anni dopo, è ancora un giorno di festa. Un’altra gioia amaranto in riva allo Stretto.

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