Domenica 11 Dicembre

Ginnastica, Vanessa Ferrari si racconta: “gli infortuni i peggior rivali. I social? Creano mostri”

LaPresse/Reuters

Vanessa Ferrari si racconta dieci anni dopo il titolo iridato di Aarhus: dai social al futuro, ecco le sue sensazioni

La Vany di oggi è sicuramente diversa per quanto riguarda la ginnastica. Una volta non pensavo alle conseguenze di questo sport ora, invece, è diverso: rifletto sicuramente di più prima di fare qualsiasi cosa in palestra, perchè proprio provandone tante sulla mia pelle, ho capito quanto possa condizionare la tua vita qualsiasi tipo di infortunio“.

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Il 19 ottobre di 10 anni fa, l’ancora quindicenne Vanessa Ferrari (avrebbe compiuto i 16 anni un mese dopo) con il totale di 61.025 vinse ad Aarhus in Danimarca il titolo iridato All-around, davanti alla statunitense Jana Bieger e alla rumena Sandra Izbasa, diventando di fatto la più grande ginnasta italiana di tutti i tempi. Nessuna azzurra, infatti, era mai riuscita nella storia ultracentenaria della Fgi ad aggiudicarsi l’oro mondiale del Concorso Generale prima della farfalla di Orzinuovi. Quanto è cambiata la ginnastica femminile e il modo di allenarsi e di gareggiare è presto detto: “E’ cambiato tutto tantissimo – assicura la 25enne campionessa bresciana, quattro ori europei in carriera e per due volte consecutive ad un soffio dal podio olimpico – partendo dai metodi di allenamento per poi passare ad alimentazione, strumenti, prevenzione degli infortuni fino ad arrivare al livello di difficoltà. La ginnastica è in continuo mutamento e aspira ad essere sempre più performante”. Dopo tanti anni di carriera maturati, difficile dire chi è stata la sua rivale più forte: “diciamo che qualche ‘annetto’ di ginnastica l’ho fatto e anche qualche gara.

LaPresse/Spada

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Se ripenso alla mia carriera, credo che il mio peggior rivale siano stati gli infortuni. La mia migliore amica? Mi viene in mente Paola Galante anche se, ultimamente, per i vari impegni ci siamo un po’ perse di vistaNel corso degli anni lo sport è stato sempre più affiancato ai social, questi sono utili per avere un contatto con i fan, ma sono anche capaci di creare ‘mostri’. Io non sono mai stata accanita nell’usarli, forse potrei vivere benissimo anche senza, ma ormai sembrerebbe che il vero campione è chi ha piu’ follower, e questo è abbastanza deprimente. Sono contenta che la gente conosca il mio nome per ciò che ho fatto in ambito sportivo e non per la mia capacità nel fare attività social“. (ITALPRESS)