Domenica 4 Dicembre

Doping ciclismo, “Le Iene” svelano nuovi retroscena: coinvolto anche Nibali

Le Iene svelano nuovi retroscena sul doping nel ciclismo: coinvolto anche Vincenzo Nibali

Continuano le indagini del programma Mediaset “Le Iene” sul doping nel ciclismo. Il servizio trasmesso nella puntata di ieri parte dalla vittoria di Vincenzo Nibali ai campionati italiani dell’anno scorso dove ha battuto Francesco Reda e Diego Ulissi. In quel campionato, Reda è stato trovato positivo all’Epo Nesp, sostanza dopante che appartiene alla categoria dei farmaci antianemici. Ieri la trasmissione ha mandato in onda altre dichiarazioni che hanno creato scalpore nel mondo delle due ruote. In un file audio, Angelo Francini, ex dirigente della Federazione Ciclistica Italiana e consulenti di alcune squadre ciclistiche, ha parlato con un giornalista sportivo raccontando che ci potrebbe essere un altro caso M.P. (Marco Pantani).

LaPresse/Reuters

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La “Iena” Alessandro De Giuseppe, ha intervistato nuovamente il ciclista Reda che ha raccontato cosa è successo il giorno dell’antidoping. “C’è un grande problema. Non abbiamo i kit per gli esami del sangue. La sala dove eravamo noi era rimasta vuota. Entrò Roberto Bima, (Presidente Associazione Volontari Vola, ndr) disse che il controllo è nullo“. Nel racconto, viene citato anche Vincenzo Nibali, ciclista attualmente all’Astana ma prossimo della Bahrain Merida. “Nibali – continua nel racconto Reda – è entrato 5 minuti ed è andato con una busta bianca. Ma ci è stato solo 5 minuti, capito che ti voglio dire?“. Di solito i controlli durano tra i 10 e i 15 minuti con annessa burocrazia di rilascio del certificato.

Nella trasmissione, la “iena” De Giuseppe  ritorna a quel file audio e ipotizza che quel caso “M.P.” potesse camuffare le iniziali di Vincenzo Nibali. In più il ciclista cosentino è stato contattato da Angelo Francini col quale ha parlato appunto del controllo non fatto dal ciclista messinese. In una nota mandata al Coni e ai carabinieri, l’ex dirigente Federale afferma che “il Prof Bima avrebbe verbalizzato che il controllo antidoping era irregolare e che alle 19 mancavano le provette per fare i controlli a Reda, Zilioli e Nibali”. 

Nibali e AruLe Iene hanno parlato col prof. Bima che non si è voluto esporre sulla vicenda. Ma andando avanti nel servizio è stato posto il quesito sul perché lo Squalo dello Stretto avesse fatto i controlli prima di Zilioli e sul verbale Francini viene smascherato e alla domanda del Prof. Bima, l’ex dirigente federale non risponde e tuona contro lo stesso professore e contro l’antidoping. “Dovreste andare ad informarvi meglio sull’antidoping e sul sistema antidoping del Coni – dichiara Franchini -. Se ti vogliono far morire ti fan morire, se non ti vogliono far morire non ti fan morire. L’antidoping e il doping sono due braccia della stessa testa. Da una parte te lo dò dall’altra parte ti prendo”, conclude l’ex dirigente federale.

Emergono nuove probabili falle nel sistema antidoping. Una vera e propria bomba atomica che coinvolge il mondo del ciclismo italiano che potrebbe ancora una volta sprofondare nel buio più totale. Il caso dell’atleta Reda ha “inavvertitamente” coinvolto (seppur lievemente e con molta cautela) anche il ciclista più amato d’Italia: Vincenzo Nibali.
Troppe le incongruenze nel servizio: la verità, ovviamente, non è ancora venuta a galla. Un caso che inquieta gli appassionati di ciclismo ma, soprattutto, coloro che vincono in maniera leale, con sudore e fatica.

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